• venerdì , 24 Maggio 2024

Tasse, il piano Tremonti. Tre uniche aliquote, stop ai prelievi selvaggi

Il ministro illustrerà la riforma in uno dei prossimi Cdm. Rivoluzione dell’Irpef: solo 3 aliquote.I capisaldi: meno costi della politica, sfoltimento delle agevolazioni, aiuti alle famiglie.
La questione non è il «se» e neppure il «quando». La questione è il «quanto». Giulio Tremonti presenterà nei prossimi giorni una bozza di legge delega sulla riforma fiscale. I lavori delle commissioni di studio sono praticamente conclusi, e il ministro dell’Economia li esaminerà nel corso delle prossime ore.
È dunque verosimile che Tremonti illustri i capisaldi della riforma in una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri.Le linee guida sono quelle che il ministro ha anticipato alla Confartigianato: semplificazione estrema delle troppe imposte oggi esistenti, passaggio a tre aliquote dalle cinque attuali, drastico sfoltimento delle agevolazioni, massima attenzione ai giovani e alle famiglie,riduzione dei costi della politica.
Nessuno, tuttavia, si aspetti colpi di bacchetta magica. La riforma avrà tempi adeguati alla sua complessità, dunque lunghi. E dovrà essere, per forza di cose, progressiva; prima un passo, poi l’altro, sino alla conclusione del cantiere. La riforma «l’ho in mente da un anno», ha detto Tremonti sul palco della festa cislina di Levico Terme. Ma ha subito aggiunto: «Costa 80 miliardi, se qualcuno me li dà…». Dunque, non si tratta di impostazione, ma di borsellino. Il ministro è sempre stato chiarissimo nell’escludere una riforma della tassazione che venga fatta in deficit, così le partite si devono chiudere alla pari: tanto risparmio da una parte, tanto posso concedere dall’altra.
Non è questione di coraggio, ma di responsabilità (o irresponsabilità). Dopo aver parlato all’assemblea degli artigiani, Tremonti ha preso un aereo per Bruxelles dove, con gli altri ministri finanziari europei, ha discusso i termini del salvataggio-bis della Grecia.Un salvataggio che,insieme a quelli di Irlanda e Portogallo, costa al nostro bilancio pubblico la bellezza di 33 miliardi di euro, cinque miliardi più del previsto e sempre che la nuova quota a carico dei Paesi dell’Eurozona non aumenti. C’è infatti il rischio che la Spagna non abbia le risorse per far parte dei soccorritori. Tutto questo, si chiede Tremonti, è ben presente in chi chiede un calo delle tasse senza se e senza ma?Quale impressione potrebbe fare ai mercati un taglio fiscale che metta a repentaglio il pareggio di bilancio per il 2014? Perché qui non si tratta degli euroburocrati di Bruxelles, ma di gente che, a Londra o a Zurigo, decide che i bond italiani devono rendere di più per compensare il rischio.E allora, davvero, riforma fiscale addio.
Avanti, dunque, ma con juicio.Lo sfoltimento delle agevolazioni,in particolare quelle sull’Iva,porterebbero in cascina 3 miliardi e mezzo.L’aumento delle aliquote Iva porterebbe altri 6 miliardi,ma Tremonti paventa il possibile doppio effetto di depressione dei consumi e aumento dei prezzi, con conseguenze negative sulla crescita già fiacca.Altre risorse potrebbero provenire da un aumento dell’imposta sulle attività finanziarie dal 12,50% attuale al 20%, con l’esclusione del piccolo risparmio familiare.Queste risorse potrebbero con­sentire la diminuzione della prima aliquota Irpef dal 23% al 20-21%, e una qualche forma di fisco familiare.Continuerà la lotta all’evasione, che concorre all’aumento delle entrate (+6,1% nei primi 4 mesi di quest’anno), ormai ritornate ai livelli pre-crisi.
Fin qui il fisco. Ma in termini di analisi politica Tremonti non è così convinto che i rovesci elettorali del centrodestra siano dovuti alla mancata riduzione delle tasse, che erano alte anche nel 2010 quando Pdl e Lega trionfarono alle Regionali. La legge delega sulla riforma fiscale arriverà, e presto. Ma, si chiede, sarà davvero la medicina miracolosa per curare i malesseri della maggioranza?

Fonte: Il Giornale dle 15 giugno 2011

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