In un articolo su questo giornale del 12 luglio 2023 avevamo già auspicato un nuovo accordo di liberalizzazione degli scambi della Ue con l’India, accordo che negli scorsi giorni è stato ratificato dal Parlamento europeo.
Economia internazionale
Gli articoli di Economia internazionale pubblicati dai nostri soci sui giornali italiani
IL NUOVO DISORDINE MONDIALE E POSSIBILI EVOLUZIONI
In questi anni vi è un gran dire sulla nascita di un nuovo ordine mondiale alla luce dell’evoluzione nel comportamento delle maggiori potenze sulla scena mondiale.
La Russia segnata dalle conseguenze del conflitto
Non basta essere gigante energetico, terzo produttore al mondo di petrolio-gas dopo Usa e alla pari con l’Arabia Saudita, per essere gigante geo-economico-politico-militare-tecnologico. L’esito del conflitto russo-ukraino dipenderà molto dalle minacce e dalle azioni concrete di Trump e in minor misura dell’Europa.
Integrare la Cina nella gara globale per il primato nella tecnologia
Lanciata da Xi Jinping nel 2015, prosegue vigorosamente la campagna “China 2025” che punta a inserire la Cina nella gara globale verso il dominio nelle tecnologie del futuro, oggi largamente segnate dagli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale (AI).
Segnali di schiarita ma anche tanto caos
Dopo settimane in cui si sono accumulate confuse notizie sulle bellicose intenzioni americane circa una vera e propria guerra dei dazi minacciata (e in parte già inaugurata) nei confronti di Cina, Ue e Resto del Mondo, la silenziosa dolente scomparsa di Papa Francesco nella settimana pasquale sembra accompagnarsi ai primi timidi segnali di ripensamento di Trump e conseguenti aspettative di risposte diplomatiche per allontanare lo spettro di una recessione globale.
Quattro idee per ribattere al “Liberation day”
In attesa delle prossime (purtroppo imprevedibili) mosse di Trump, vediamo qualche punto di una possibile agenda dei governi europei. Primo, mettere sul piatto della bilancia dei prossimi negoziati un rapido avvicinamento delle spese per la Difesa verso il 2% del Pil minimo per i singoli paesi Ue: un obiettivo da calibrare nel quadro della Nato a fronte dell’impegno a concordare una programmazione congiunta di un graduale disimpegno statunitense dalle basi militari Usa in Europa.
Se i dazi penalizzano chi li impone
L’arma dei dazi, che Trump ha sfoderato appellandosi ai pieni poteri che la legge federale del1977 IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) conferisce al presidente in presenza di un’emergenza per la sicurezza nazionale , potrà forse essere in parte la classica pistola che Trump poggia sul tavolo finalizzata ad estorcere condizioni ancora più vantaggiose per i manufatti che gli Usa scelgono di importare dai paesi fornitori a basso costo, a cominciare dalla Cina, ma anche dall’Europa (D.Taino, Corsera 10.02).
L’Ue farà a meno dell’America? Sì, e va bene così
Uno dei portati dell'uragano Trump è che per l'Europa si apre la prospettiva di una maggiore autonomia economica e politica a cominciare dai capitoli della difesa e del disarmo
Il paradosso dei dazi americani Un boomerang per gli Usa
Dobbiamo aver paura delle minacce di Donald Trurnp di mettere dazi su tutti i paesi? Certamente sarebbe un danno per tutti, ma alla fine i più penalizzati potrebbero essere proprio gli Usa, i quali finirebbero per fare la stessa fine che ha fatto la Gran Bretagna dopola Brexit, che paga un prezzo esorbitante per la sua pretesa di riconquistare una mal compresa autonomia nazionale.
Gli squilibri cinesi e l’arma dei dazi
Passato un quarto di secolo dall’ingresso della Cina nella WTO (11 dicembre 2001), tornando alla Casa bianca Trump non avrà vita facile nel declinare il suo MAGA nei confronti della Cina, il cui rapidissimo avanzamento come rivale geopolitico (non chiamiamolo “nemico”!) continua a sorprendere il mondo.