• martedì , 18 Giugno 2024

Cisl e Uil alzano il tono:”Nuovo fisco o è rottura”

Bonanni: sciopero generale se il governo non accelera.Aumentare l’Iva significa dire a chi guadagna di meno che dovrà spendere di più sui consumi obbligati Susanna Camusso Cgil Sconti tributari «Il taglio degli sconti fiscali del 40% potrebbe fruttare dai 5 ai 20 miliardi» Taglio dell’ Irpef «Dal 24% al 20% l’ aliquota del primo scaglione attraverso la lotta all’ evasione»
Salgono i toni sul fronte sindacale con Cisl e Uil che lanciano un aut aut al premier Silvio Berlusconi: «Il governo o vara la riforma fiscale o se ne deve andare». Sono i due leader Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti a dare l’ affondo, quasi all’ unisono dal palco della manifestazione sul fisco organizzata a Roma a piazza del Popolo. Senza nuove regole su tasse e tributi «ci sarà lo sciopero generale» insiste Bonanni riscuotendo l’ insolito appoggio della Lega Nord col ministro delle Semplificazioni Roberto Calderoli che si dice addirittura pronto a scendere in piazza. Il sindacalista però respinge l’ avance e si smarca: «Attenzione, la nostra battaglia non è la stessa della Lega che sogna zone franche e che è contro le ganasce fiscali. La Cisl da due anni chiede invece che il governo intensifichi la lotta all’ evasione fiscale e tagli le tasse». Alla manifestazione romana Angeletti parla di «sistema ingiusto» che il governo deve essere in grado di riequilibrare «altrimenti non c’ è bisogno che sopravviva», mentre Bonanni, che esplicitamente definisce «un ultimatum» la minaccia di sciopero generale, entra nel merito delle misure fiscali da varare. In particolare il numero uno della Cisl si dice favorevole all’ ipotesi dell’ incremento di un punto percentuale dell’ Iva (una delle possibilità a cui starebbe lavorando il governo), ma esclusivamente per l’ aliquota più alta, dal 20% al 21% riservata ai beni di lusso da cui, dice, si potrebbero ricavare 7 miliardi di euro. Il sindacalista chiede quindi la tassazione sulle rendite finanziarie, ma solo sui grandi patrimoni per ottenere 1 miliardo di gettito aggiuntivo. Il taglio degli sconti fiscali del 40% potrebbero fruttare dai 5 ai 20 miliardi contro un valore attuale delle detrazioni e agevolazioni di circa 150 miliardi. E poi ancora la lotta all’ evasione fiscale confermando gli attuali sistemi di controllo. «Le ganasce vanno strette ancora di più. Allentarne la morsa sarebbe fare il gioco di chi non vuole disturbare gli evasori» afferma Bonanni che punta ad un recupero di circa 25 miliardi come lo scorso anno a cui andrebbero aggiunti i 20 miliardi di taglio del 40% delle spese della politica. Le entrate aumenterebbero così di 70 miliardi da utilizzare per finanziare la riduzione dell’ Irpef, facendo scendere dal 24% al 20% l’ aliquota del primo scaglione e dal 38% al 36% quella del secondo. E per aumentare le detrazioni per le famiglie grazie all’ accorpamento in un unico assegno al nucleo familiare. Sul fisco è intervenuta ieri, ma in tutt’ altra situazione, Susanna Camusso, segretario generale della Cgil che non condivide lo spostamento dall’ Irpef all’ Iva del peso fiscale ma che potrebbe proprio sul tema delle tasse riaprire un percorso unitario con le altre due confederazioni. «Vorrei dire a Cisl e Uil, troviamo una parola d’ ordine sui contenuti da cui partire per trovare risorse senza penalizzare i più deboli. Cominciamo dalle rendite finanziarie e dai patrimoni». Senza però agire sull’ Iva, «che è la tassa più evasa in Italia» e il cui aumento grava sui consumi e può rappresentare una spinta per «far ripartire l’ inflazione» con la conseguenza di «far valere ancora meno i redditi bassi». Dal governo per ora Bonanni e Angeletti hanno ricevuto solo la risposta del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta: «Aspettate due settimane, è in cantiere la delega fiscale con i relativi decreti legislativi. Abbiamo due anni davanti e saranno impiegati in rigore, sviluppo, riforma fiscale e piano per il Sud».

Fonte: Corriere della Sera del 17 giugno 2011

Articoli dell'autore

Commenti disabilitati.