• martedì , 23 Luglio 2024

Passera e Ciaccia

Se al duo ex-Intesa verrà dato modo di mostrare le proprie capacità, sicuramente l’Italia ne trarrà beneficio
Se a Passera e Ciaccia, duo benconsolidato, non vengono messi bastoni tra le ruote – per riflesso condizionatoda parte dei vecchi mandarini delle burocrazie ministeriali, o per gelosiepolitiche – è assai probabile che sul terreno decisivo della crescita, che inquesto momento significa soprattutto fronteggiare la recessione, il governopossa ottenere buoni risultati. Alcune scelte, sia di tipo normativo (peresempio in materia di project financing) sia di investimento portate al Cipe,sia ancora di accordi internazionali (la firma con i francesi per la Tav) sisono già palesate. Ma molti altri dossier sono pronti ad aprirsi. Penso, inparticolare, al decisivo settore degli aeroporti. Qui si tratta di passaredalle enunciazioni ai fatti. Passera ha detto sin dal suo esordio come ministroche il sistema aeroportuale italiano va razionalizzato, diminuendo il numerodegli scali e abbandonando la logica di un aeroporto in ogni provincia per poiperdere i collegamenti con il resto del mondo. Giustissimo. Ora occorre avviareun grande piano della logistica integrata che metta insieme aeroporti, porti eferrovie, facendo in modo che per ciascuno si trovino le giuste condizioni perl’ammodernamento e lo sviluppo. Per gli aeroporti, per esempio, devono subitoessere aggiornate le tariffe – il viceministro Ciaccia ha confermato che “itempi sono ormai maturi” – e come si è ormai arrivati ad una definizione perquanto riguarda il Linate-Malpensa, altrettanto occorre fare per Fiumicino.Questo significa far partire gli investimenti – con relativa ricadutaoccupazionale – e dare ai due poli principali del sistema aeroportuale il fiatoper diventare perni intorno a cui far ruotare il grosso degli scali esistenti.A Milano, per esempio, avrebbe senso integrare in modo definitivo Bergamo – laSea detiene una quota di maggioranza relativa, ma lo scalo è in mano agli entilocali e la dipendenza da Ryanair è assai pericolosa (oltre il 70% deltraffico) – e attirare sia Brescia che Verona. Cosa possibile solo nella misurain cui ci fosse un piano nazionale degli aeroporti scritto con l’obiettivodella semplificazione e razionalizzazione. Piano che dovrebbe stroncare in viadefinitiva ogni voce intorno all’ipotesi, accarezzata da anni dalla politicalocale, di fare un nuovo scalo in quel di Caserta, a Grazzanise per laprecisione, magari per costringere Capodichino a chiudere. A Napoli c’è invecespazio per una migliore infrastrutturazione esterna all’aeroporto, visto chemolti investimenti negli ultimi tempi sono stati fatti all’interno. E Napoli èormai l’hub meridionale del sistema, che magari potrebbe guardare verso Bari ela Sicilia se ce ne fossero le condizioni.
Questo è solo uno dei tanti esempi diquel che c’è da fare se solo questo benedetto Paese si decide a mettere da parteegoismi e particolarismi e si mette sul serio a lavorare per la suamodernizzazione. Cari Passera e Ciaccia, ci aspettiamo molto da voi. E sequalcuno disturba il manovratore, fatecelo sapere.

Fonte: Il Mondo del 3 febbraio 2012

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