• martedì , 18 Giugno 2024

Il rilancio del porto ma sul terzo valico Genova incalza:ora Milano ci aiuti

Intesa Sanpaolo e Unicredit aprono Il rilancio dei porto Ma sul terzo valico Genova incalza: ora Milano ci aiuti Al porto di Genova seguono con doppia apprensione gli avvenimenti che hanno come teatro il Nord Africa e il motivo è semplice. Lo scalo merci ligure è rinato grazie allo sviluppo dei paesi rivieraschi del Mediterraneo e alle intense relazioni che si sono stabilite tra le nostre aziende (molte dislocate in Lombardia) e quei mercati. Un po` tutta la portualità legata al Nord Africa ha risentito dello sviluppo dei traffici e la palma spetta allo scalo di Tangeri. Grazie al fatto che numerose imprese francesi e spagnole, portoghesi e americane, giapponesi e tedesche e (anche) italiane hanno dislocato parte della loro filiera produttiva in Tunisia, Marocco, Algeria ed Egitto, Genova è ridiventato, in silenzio, il primo porto di destinazione finale,del mare nostrum. Insieme a La Spezia nel 2010 si sono superati i 3 milioni di Teu, il 6o%o. dei quali sono destinati a Milano e alla pianura padana. La regione logistica milanese invia e riceve via mare 38 milioni di tonnellate di merci di cui 33 transitano dal porto di Genova. La stragrande maggioranza dei container, oltre l`8o%, una volta sulla terraferma viaggia su gomma tra le due città. Nei successi recenti del porto della Lanterna gioca un ruolo importante l`incremento del traffico crocieristico con ben 86o mila passeggeri solo nel 2010. Se questi sono i dati e le novità positive, le dolenti note arrivano subito dopo. Pur essendo Genova il por- to della grande Milano non c`è una sufficiente relazione tra i due mondi e tantomeno un`ipotesi di alleanza che dovrebbe coinvolgere i tre porti liguri. Almeno così viene vissuta la situazione dal presidente dell`Autorità portuale, Luigi Merlo, che «chiama» Milano a una maggiore consapevolezza dei legami «naturali» esistenti e ad un`azione concertata per ottimizzare le occasioni di sviluppo. Di suo Merlo garantisce che il porto è pronto a migliorare la sua attrattiva e far crescere di taglia le strutture ricettive. La città del Duomo è la capitale logistica dell`intero Nord non solo per la favorevole collocazione geografica, ma soprattutto perché è sede delle più qualificate aziende del servizio di trasporto merci. Ma all`incremento dei flussi di mercato non corrisponde un dimensionamento ottimale delle strutture di collegamento e Geno- va lancia l`allarme. Se si vuole che almeno uno dei porti italiani avvii una stagione di sviluppo vanno facilitate le comunicazioni tra il sistema produttivo padano e il terminale ligure. Del re- sto ogni grande città o area produttiva ha il suo porto di riferimento, questo vale per Parigi con Le Havre e per Madrid con Valencia. Da dove cominciare per far dialogare Milano e Genova? La risposta è una sola: da quello che gli addetti ai lavori chiamano «Terzo valico», la linea di alta velocità ferroviaria Tortona-Novi Ligure-Genova approvata dal lontano 2005 che dovrebbe servire a rafforzare i collegamenti della Liguria con la regione padana. Nonostante non vi siano mai state contestazioni ambientaliste/no Tav e sia immediatamente cantierabile, il Terzo valico non ha visto ancora l`inizio dei lavori per quello che appare a molti un rimbalzo di responsabilità tra le Ferrovie dello Stato e il generai contractor Cociv. il governo ha stanziato 700 milioni per l`inizio dei lavori ma per giungere a fine lavori ne servono in tutto 6.300. A Genova lamentano che il tema stenta ad en- trare «nell`agenda dei milanesi» ma ieri con un`intervista al Secolo XIX Mario Ciaccia, amministratore delegato della Biis, il braccio di Intesa Sanpaolo per le infrastrutture, ha riconosciuto che «il Terzo valico è importantissimo non solo per la Liguria, ma per l`Italia e l`Europa». E ha addirittura proposto a Unicredit e Cassa Depositi e Prestiti una grande alleanza operativa per realizzarlo. Il timing infatti comincia ad essere stringente: si rischia nel 2017 dopo il completamento del traforo ferroviario del Gottardo di avere un sistema logistico europeo integrato che arriva e collega la Lombardia. Ma poi incredibilmente si ferma.

Fonte: Corriere della Sera del 26 marzo 2011

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