• venerdì , 14 Giugno 2024

il piano di Obama:più controlli sulla Rete

La svolta Un progetto di legge potrebbe obbligare tutti i canali di comunicazione digitale a rendere intercettabili i messaggi.
Facebook e BlackBerry nel mirino dell’ antiterrorismo. Proteste: «Guerra alla privacy» Legge del 1994 Le società Usa di telefoni e reti a banda larga devono già rendere intercettabili le comunicazioni Allarme Il centro per la democrazia e la tecnologia: «Ci sono implicazioni enormi per la rivoluzione di Internet»
Per Facebook,le chiamate via Skype e i messaggi dei BlackBerry l’ era della privacy totale sta per finire. Fin qui sostanzialmente limitata alle telefonate e alle e-mail, negli Usa la possibilità per il governo di intercettare le conversazioni private potrebbe essere presto estesa a tutti i nuovi canali di comunicazione digitale. A prevederlo è una legge che il governo Obama presenterà al Congresso l’ anno prossimo su richiesta delle agenzie investigative – Fbi in testa – alle prese con criminali e terroristi che, sempre più spesso, eludono il loro «orecchio elettronico» transitando per canali comunicativi oggi non presidiati. Le autorità federali anticrimine assicurano che i nuovi strumenti di intercettazione verranno utilizzati solo davanti a chiare esigenze di sicurezza o per combattere il crimine organizzato, ma le prime indiscrezioni pubblicate ieri dal New York Times hanno creato molto allarme tra i difensori della privacy e i sostenitori della Internet freedom: quello che viene richiesto, infatti, non è un semplice allargamento dei poteri d’ indagine (poteri di polizia che negli Usa sono già stati molto ampliati dopo l’ attacco del 2001 alle Torri Gemelle), ma una sorta di rifondazione dei sistemi di comunicazione via Internet che dovranno essere costruiti in modo tale da fornire alle autorità la capacità potenziale di intercettare qualunque comunicazione in qualunque momento. Un’ impresa tecnologicamente complessa e molto onerosa. Parallelamente, come riferisce il Washington Post, l’ Amministrazione Obama sta per chiedere alle banche di segnalare alle autorità tutti i trasferimenti di denaro che entrano ed escono dagli Stati Uniti e non soltanto – come avviene oggi – quelli di importo superiore ai 10 mila dollari o quelli per i quali esiste qualche motivo di sospetto. Anche questa misura si inquadra nella lotta al terrorismo e ai cartelli della droga, ma una norma di impatto così generalizzato lascia l’ amaro in bocca a molti: «So che viviamo in un mondo pericoloso, sarò uno che ha una mentalità superata, ma credo che il principio in base al quale è necessario un qualche indizio di attività criminale prima di avere accesso a tutti i dati privati di individui e società, dovrebbe valere ancora» dice Peter Dijnis, avvocato e consulente che aiuta le istituzioni finanziarie ad adeguarsi alle normative delle authority di controllo. E Glenn Greenwald, costituzionalista e columnist di Salon.com, afferma che Obama ha dichiarato guerra alla privacy. Accusando, poi, il governo di comportarsi come i regimi degli Emirati e dell’ Arabia Saudita che erano stati aspramente criticati proprio dall’ Amministrazione di Washington quando avevano minacciato la messa al bando dei BlackBerry se la società che li produce non avesse fornito loro un accesso ai flussi di comunicazioni. Allora, in effetti, i governi arabi furono inizialmente accusati di avere intenzioni censorie; poi, però, ci si rese conto – anche alla luce degli allarmi venuti da Paesi democratici come India, Francia e Germania – che la tecnologia dei BlackBerry pone problemi di sicurezza di nuovo tipo: usando questi terminali, infatti, le comunicazioni non transitano da centrali basate nei Paesi nei quali si svolgono le conversazioni, ma da server situati in Canada (dove ha sede la società Rim), negli Usa e in Gran Bretagna. La materia è tecnicamente complessa: già oggi le società Usa dei telefoni e delle reti a banda larga devono rendere intercettabili tutte le comunicazioni da loro gestite: lo stabilisce una legge del 1994, varata all’ alba dell’ era della telefonia mobile. I provider di Internet, però, non sono soggetti a questa norma. La questione riguarda soprattutto i messaggi criptati ed è resa particolarmente delicata dal fatto che una sentenza di dieci anni fa della Corte d’ appello ha stabilito che la piena libertà di occultare un messaggio con un codice di criptaggio è garantita dal primo emendamento della Costituzione Usa, quello sulla freedom of speech. Per James Dempsey, vicepresidente del centro per la Democrazia e la Tecnologia, strenuo difensore della libertà della rete e dei diritti dei suoi utenti, la mossa che sta per essere compiuta dal governo «ha implicazioni enormi»: cambierà il corso della Internet revolution e il web perderà il suo disegno decentrato. Un allarme che ha una sua ragion d’ essere ma che, per gli investigatori, deve cadere davanti alla realtà, già toccata con mano, di molte azioni criminali – come il tentativo di Faisal Shahzad di far esplodere un’ autobomba nel centro di New York, a Times Square – organizzate proprio comunicando attraverso canali digitali oggi non intercettabili.

Fonte: Corriere della Sera del 28 settembre 2010

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