• sabato , 13 Luglio 2024
Costruire l’infrastruttura sociale

Costruire l’infrastruttura sociale

di Giuseppe Pennisi

Mentre le cronache sono monopolizzate del ‘pasticciaccio brutto’ delle quattro banche alla soglia del fallimento, pochi hanno notato che in un convegno romano 60 relatori e 300 partecipanti provenienti da vari Paesi dell’Europa, dell’Asia e degli Stati Uniti esploravano l’altro volto degli istituti di credito: il loro ruolo negli investimenti a lungo termine per la crescita e lo sviluppo e nel sollievo dalla povertà.

Il Rome Investment Forum 2015 è stato orchestrato dalla Federazione Banche ed Assicurazioni (FeBAF) in collaborazione con una dozzina di altre organizzazioni, tra cui la Centesimus Annus Pro Pontifice Foundation. È stato aperto da una relazione introduttiva del ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. Il cardinale Pietro Parolin, se- gretario di Stato vaticano, non potendo intervenire, ha fatto leggere un messaggio sulla centralità della persona negli investimenti a lungo termine e sulla necessità che essi vengano valutati anche e soprattutto nella loro dimensione sociale. Noi abbiamo sottolineato più volte come in Europa ed in Italia in particolare il ritorno su un sentiero di crescita richieda investimenti a lungo termine diretti non solo ad un maggiore utilizzazione della capacità produttiva (specialmente del lavoro) nel breve termine ed un aumento della produttività nel più lungo periodo. Nel contesto attuale, ha sottolineato il presidente della Febaf Luigi Abete, è necessaria una «rivoluzione culturale» perché non si può attendere una redditività finanziaria elevata come nel passato. Assume grande importanza la redditività sociale (il contributo alla società nel suo complesso, segnatamente alle fasce meno favorite) tema che è stato presentato da D. Domingo Sugranyes Bickel, presidente della Centesimus Annus Pro Pontifice Foundation e da Margareta Wahlström, inviato speciale del segretario generale dell’Onu per la Riduzione dei rischi da disastri. L’infrastruttura sociale, è stato sottolineato, è un complemento essenziale della ‘infrastruttura fisica’ (strade, ponti), delle reti telematiche e dell’aumento del capitale intangibile (ricerca, brevetti). Una delle raccomandazioni è dare maggiore attenzione al micro-credito ed al finanziamento di edilizia abitativa per fasce a basso reddito, a scuole, università ed ospedali. È stata messa in rilievo l’attenzione sulla esigenza di investire in ‘capitale etico’, come le fondazioni, per guadagnare fiducia pubblica e credibilità nel perseguimento del bene comune.

Fonte: Avvenire - 13 dicembre 2015

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