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L’Europa interviene sulla casa

… importante segnale politico, con difficoltà pratiche

di Giuseppe Roma

di Giuseppe Roma

Nell’ultimo periodo la questione abitativa è tornata d’attualità dopo anni in cui, anche grazie ai bassi tassi d’interesse, il mercato era riuscito a soddisfare gran parte della domanda. Il rallentamento della crescita, la stagnazione dei salari, le difficoltà lavorative per le nuove generazioni, hanno fatto emergere un’area di disagio, sollecitando la politica a intervenire. Il governo Meloni ha lanciato un piano casa, e, per la prima volta, la Commissione Von der Leyen II ha incluso una specifica delega per la casa. Sollecitato dai sindaci delle grandi città europee riuniti in” Mayor for Housing”, il commissario Jorgensen ha stilato l’Affordable Housing Act come riferimento comune europeo per fronteggiare la crisi degli alloggi.

I due pilastri su cui si basa il provvedimento sono l’individuazione di criteri per determinare le aree urbana sotto stress abitativo e la rimozione dei vincoli che impedivano ai sindaci di poter regolare gli affitti brevi. Un segnale politico molto positivo in quanto è d’aiuto per rispondere a un bisogno sociale d’interesse delle popolazioni a più basso reddito, ma ora anche del ceto medio.

Come spesso accade per le normative europee, il dover indicare un parametro valido per tutti i 27 paesi per riconoscere le aree sotto stress immobiliare (anche in vista della attribuzione di risorse) potrebbe risultare un’operazione complicata. L’articolo 6 stabilisce infatti che tali aree sono quelle dove il costo di un’abitazione media eccede otto annualità di reddito disponibile pro-capite. A Roma 8 annualità corrispondono a 207.000 euro, l’abitazione media compravenduta nel 2025 aveva un valore di 270.000 euro, con una superficie di 93 mq.

Ai valori attuali le 8 annualità corrispondono a un alloggio di 72 mq., che potrebbe essere sufficiente per un singolo o una coppia. Per nuclei più grandi le disponibilità economiche effettive posso superare il reddito pro-capitedipendendo dal numero di percettori di reddito. A Milano le 8 annualità corrispondono a 290.000 euro, per alloggi mediamente compravenduti a 440.000 euro. Come è noto la situazione alloggiativa milanese è quella in maggiore sofferenza.

E’ chiaro che il disagio abitativo non può essere misurato in termini medi e che esiste una forte variabilità fra zona e zona. Come determinare le aree sotto stress, adempimento preliminare per regolare gli affitti brevi, sarà certamente il compito più difficile per i sindaci, cui viene raccomandato di agire con prudenza e proporzionalità Virtù indispensabili per regolare uno dei mercati più sensibili socialmente per la pluralità degliinteressi in gioco. Sarà bene maneggiare con cura.

(InPiù del 17/09/2026)

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