di Eugenio Occorsio
Non c’è aspetto della finanza attuale che non sia nato in Italia. È la tesi del saggio L’invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano di Alessandro Marzo Magno (Garzanti), che Eugenio Occorsio ripercorre sulle pagine culturali di Repubblica: dal «grosso» coniato fra Genova e Venezia al fiorino, al genovino e al ducato; dalle cambiali fiorentine «basate sulla fiducia» alle assicurazioni marittime veneziane, fino alla partita doppia di Luca Pacioli (1494) e a un antenato del bitcoin negli «scudi di marco» scambiati alle fiere genovesi di Piacenza, virtuali e sottratti a ogni autorità come l’odierna blockchain. Perfino il debito pubblico, ricorda l’autore, nacque a Venezia.
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(la Repubblica – pagine culturali del 3 luglio 2026)
