Di fronte alla imprevedibile e dirompente politica estera di Trump nel suo secondo mandato i mercati di tutto il mondo trattengono il fiato, in attesa della prossima versione generalizzata della guerra dei dazi, dell’auspicato armistizio Russia-Ukraina tra lo zar Putin e l’eroico resistente Zelensky, di annunci e smentite di minacce di guerra (Iran), di improbabili autocandidature unilaterali (Board of peace) per forzare la convivenza di Israele e Palestina nei medesimi territori.
commercio estero
I rischi possibili nati dallo scontro tra paesi democratici e autocrazie
Il rapido evolversi degli scenari della cosiddetta geopolitica, prima e dopo lo scoppio della guerra in Ukraina, obbligano l’Occidente a ripensare velocemente strategie di difesa, di confronto e di alleanze.
Europa-Usa politica industriale redux
Ci volevano la pandemia e la guerra in Ukraina per mettere in sordina, almeno temporaneamente, le ricette del classico liberismo, rilanciando in varie forme l’appello dei governi al di là e al di qua dell’oceano in cerca di rinnovata competitività delle imprese nazionali sui mercati globali.
Imprese e made in Italy: oltre al nome serve una nuova visione
Domanda: cambiare nome a questo Ministero serve a meglio definirne i compiti, ridisegnarne il rapporto con il resto della squadra di governo a vantaggio dell’efficienza complessiva del sistema, rilanciare la motivazione e la dedizione del personale, in una parola potenziare l’efficacia dell’azione di governo nella politica economica estera con particolare riguardo alla competitività internazionale del paese? E’ una delle non piccole sfide sul tavolo del neonato governo.