IL NUOVO DISORDINE MONDIALE E POSSIBILI EVOLUZIONI
In questi anni vi è un gran dire sulla nascita di un nuovo ordine mondiale alla luce dell’evoluzione nel comportamento delle maggiori potenze sulla scena mondiale.
In questi anni vi è un gran dire sulla nascita di un nuovo ordine mondiale alla luce dell’evoluzione nel comportamento delle maggiori potenze sulla scena mondiale.
In questi mesi si è tornati a parlare di ripartizione dei profitti delle imprese tra la forza lavoro e gli imprenditori. L’occasione è data sia dall’emergere di profitti straordinari realizzati da imprese energetiche e dalle banche, sia dalla rivoluzione tecnologica in atto.
Compito prioritario della nuova compagine della Commissione Europea è definire un’efficace strategia per rilanciare l’avanzamento della sua economia verso alti traguardi di crescita, competitività, leadership tecnologica, decarbonizzazione e sicurezza, facendo tesoro dei due rapporti rispettivamente di Letta sul mercato unico e di Draghi sul futuro della competitività.
Il caso della vendita di Comau e quello a monte, della strategia di Stellantis, impongono un ripensamento sul ruolo del capitale straniero nel mondo delle imprese italiane. Stellantis ha ceduto il controllo di Comau, gioiello della automazione e robotica italiane, a un fondo di private equity americano (One Equity Partners), che fa parte di una categoria di investitori che mirano ad estrarre il massimo di valore dall’impresa per poi rivenderla.
La barbara aggressione dell’Ucraina da parte della Russia ha suscitato unanime condanna e il sostegno dell’Occidente all’eroica resistenza del popolo ucraino non solo con parole di solidarietà ma con aiuti di ogni tipo, inclusi quelli militari.
Col passare dei giorni e l’avvicinarsi delle scadenze elettorali diviene sempre più arduo per il Governo tenere dritta la barra della politica economica verso l’attuazione del suo programma imperniato su riforme, massicci investimenti infrastrutturali ed attenta gestione della congiuntura.