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La casa resta fondamentale per gli italiani

… con o senza il piano annunciato dal governo

di Giuseppe Roma

di Giuseppe Roma

Ogni occasione è buona per annunciare il piano per la realizzazione di centomila alloggi in dieci anni, provvedimento certamente valido in sé, ma dai contorni ancora non ben definiti. Il piano casa resta un oggetto misterioso, anche perché manca, a livello nazionale, una chiara visione dei bisogni cui si intende dare una risposta. Non esiste una quantificazione attendibile del disagio abitativo.

Sono 320 mila le domande per accedere a un alloggio dell’edilizia residenziale pubblica, ma si tratta di un dato fortemente sottovalutato, in quanto la mancanza di assegnazioni scoraggia la presentazione delle domande. Stime accreditate valutano la domanda abitativa disagiata attorno al milione e mezzo di nuclei, di cui il 78% in affitto con canoni fortemente incidenti sulle basse disponibilità familiari. Sarebbe forse utile, come si faceva in passato, definire dimensione e caratteristiche del fabbisogno sociale articolato per segmenti, offrendo a ciascuno le soluzioni più adeguate.

La casa è un fenomeno complesso e continua a rappresentare, in Italia, un punto di riferimento sociale imprescindibile. Lo dimostra la lettura del mercato residenziale effettuato da Rur (Urban Research Institute) attraverso la serie storica, 2004-2024, delle indagini realizzate da Tecnoborsa (consorzio di Camere di Commercio e operatori). Nel periodo esaminato, la quota di famiglie acquirenti di un’abitazione è aumentata dal 3,2% del 2004 al 4% del 2024.

L’andamento non è stato, tuttavia, linearmente crescente. Nei primi dieci anni, caratterizzati dalle turbolenze finanziarie, la quota di acquirenti si è fortemente ridotta, per poi risalire dal minimo storico del 2014 (1,2%) agli elevati livelli attuali, anche grazie alla diminuzione dei tassi sui mutui. Tuttavia, il dato forse più interessante è il rafforzamento del valore d’uso della proprietà abitativa.Nel 2024 l’80% delle famiglie ha acquistato un alloggio per uso proprio, e un ulteriore 3,5% per figli o parenti prossimi, comportamento che si è molto ridotto nel tempo visto che nel 2004 motivava il 13,8% degli acquisti.

Aspettando il Piano Casa “Godot” gli italiani non si danno per persi e l’acquisto di abitazioni diventa sempre più consumo sociale e sempre meno investimento.

(Inpiù 16/06/2026)

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