Introduzione di Donato Speroni Responsabile di Futura Network
Questo è il terzo volume di una collana cartacea e online che abbiamo chiamato Mille schegge. Nel 2024, Mille schegge di futuro raccoglieva una sintesi del lavoro del sito Futura Network dalla fondazione nel 2020 fino a quel momento. Nel 2025, Mille schegge di intelligenza artificiale ha fotografato la diffusione della AI e i suoi impatti: quello che un anno prima sembrava ancora un esperimento praticato da pochi, era diventato una fruizione di massa. Quest’anno, la scelta di parlare dell’evoluzione dell’homo sapiens (anzi, più correttamente della sua forma moderna, l’homo sapiens sapiens) in una sottospecie diversa (homo augmentatus) non nel corso di millenni come è avvenuto in passato, ma nei prossimi cinquant’anni, è dovuta alla formidabile accelerazione della tecnologia e in particolare dell’effetto pervasivo dell’intelligenza artificiale, che già oggi si pone in interazione tanto stretta con l’umanità, tanto da configurare un unico “sistema complesso” in continua evoluzione.
Anche quest’anno però, parliamo di Mille schegge, perché il lavoro di Futura Network non pretende di offrire scenari più o meno probabili, ma soltanto informazioni raccolte nel corso del lavoro di questa testata, impegnata a pubblicare quotidianamente studi, interventi, testimonianze e a sviluppare inchieste su temi controversi che possono condizionare il mondo di domani. Da queste informazioni (le nostre “schegge”) ciascuno potrà ricavare le proprie riflessioni sui possibili futuri. Il volume di quest’anno si articola in tre parti. La prima, come sempre, contiene materiali pubblicati negli ultimi mesi dal sito, grazie al lavoro della sua Redazione, sui temi del libro, raggruppati per argomento e raggiungibili, nella versione online, attraverso link agli articoli integrali. 10Torna all’indice La seconda parte contiene interviste e testimonianze di esperti che lavorano sul futuro e che possono aiutarci a delineare i possibili sviluppi nei prossimi decenni. Concludiamo il volume, come negli anni scorsi, con una sezione affidata alle intelligenze artificiali.
Nel 2024 presentammo interviste a protagonisti del passato, da Giuseppe Garibaldi sull’unità d’Italia a Marilyn Monroe sul ruolo delle donne. Nel 2025 invitammo diverse intelligenze artificiali a confrontarsi in tavole rotonde su argomenti di grande impatto per il nostro domani, dal futuro della geopolitica (tra una AI americana e una AI cinese), ai prevedibili effetti della crisi climatica. Quest’anno il salto è ancora più ardito perché abbiamo chiesto a quelle stesse intelligenze artificiali che potrebbero cambiare la natura dell’homo sapiens, di immaginare il futuro dell’essere umano tra cinquant’anni. Lo abbiamo fatto con due metodologie diverse.
Dapprima un deep search (cioè una ricerca approfondita affidata alle AI sulla base di nostre domande circostanziate) dedicato al tema dell’uso del tempo da parte di donne e uomini in un mondo nel quale quasi tutta la produzione di beni e servizi sarà assicurata dalle macchine. Grande benessere per tutti o frustrazione ed emarginazione per buona parte del genere umano? Il secondo esperimento consiste in tre racconti elaborati dalla piattaforma Futures Gallery, immaginando cambiamenti radicali nella natura umana per l’integrazione con un’intelligenza artificiale ormai onnipresente.
Come scrive Enrico Giovannini nella sua prefazione, si tratta di racconti che possono sembrare pura fantascienza, ma che, se andiamo indietro a cinquant’anni fa, a un 1976 nel quale l’accesso alla cultura universale attraverso il world wide web, le mail, gli smartphone, i social media e l’intelligenza artificiale generativa non facevano parte non solo del forecasting ma neppure della science fiction, ci rendiamo conto della velocità dei cambiamenti, ancora maggiore in futuro, probabilmente, a causa dell’accelerazione delle tecnologie.
Che ci piacciano o no questi scenari potrebbero essere meno fantasiosi di come ci appaiono, forse fantasmi da combattere per un domani ancora a controllo umano, ma certamente elementi dei quali tenere conto se vogliamo costruire un futuro sostenibile.
Una vignetta del famoso cartoonist Gahan Wilson, pubblicata dal settimanale The New Yorker il 12 luglio 2004 e ripubblicata nel libro Radical Evolution di Joel Garreau, mostra una lunga scala. Sui primi gradini ci sono forme scimmiesche non ben definite, poi un uomo di Neanderthal e al gradino successivo un homo sapiens in giacca e cravatta. Neanderthal si rivolge all’uomo moderno: “Ero proprio curioso di vedere quando ti saresti accorto che ci sono ancora un sacco di scalini”.
L’ulteriore evoluzione della specie umana, che vent’anni fa poteva sembrare un’ipotesi astratta, oggi sta già avvenendo. E su questo tema ci auguriamo di avervi offerto un ampio materiale di riflessione, com’è nella vocazione di questa testata.
