L’Italia nello spazio, una storia di astronauti e ingegneri
Viva l’Italia. L’Italia sulla Luna, canta Francesco de Gregori, e ha ragione. Negli occhi e nella fantasia conserviamo le immagini della missione
Viva l’Italia. L’Italia sulla Luna, canta Francesco de Gregori, e ha ragione. Negli occhi e nella fantasia conserviamo le immagini della missione
Sarà certamente un (datato) riflesso condizionato, confesso. Quando mi imbatto nel termine “produttività” penso a Charlie Chaplin e Tempi moderni, o Elio Petri e La classe operaia va in paradiso, o Martin Scorsese e The Wolf of Wall Street.
Disuniti alla meta. E, a dirla tutta, anche la meta non è che sia proprio chiarissima. La guerra che infuria in Medio Oriente manda i Democratici americani in affanno. Si dividono, non arrivano a guerreggiare fra loro ma certo fanno schermaglie. Dividersi: forse è un destino ineluttabilmente collegato alla sigla Dem (la sinistra italiana è maestra in materia), ma questo un altro discorso.
Un Trump eccitato, forse sovraeccitato. Politicamente superprevedibile. Alla fine l’elemento di novità nel suo discorso sullo Stato dell’Unione è consistito nel fatto che è andato via senza stringere le mani di chi si affaccia nel corridoio d’uscita da Capitol Hill, come fanno sempre i presidenti, incluso lui, sino a martedì.
La provocazione sarebbe andare oltre. Azzardare una proposta di “Patto sociale” ai docenti di ogni ordine e grado: ti pago di più, molto di più e ti metto in condizione di lavorare meglio; in cambio tu dimentichi le stagioni degli aumenti a pioggia, della carriera per anzianità, del consociativismo al ribasso.
Vatti a fidare degli amici. Ma come? Un presidente fa tanto per garantirsi una Corte suprema a lui fedele nei secoli (i giudici sono nominati a vita), ne mette dentro di giovani e di solido credo conservatore, blinda la maggioranza sei destrorsi contro tre liberal e loro che ti combinano? Gli votano contro (6-3 ironia dei numeri).