• mercoledì , 17 Luglio 2024

Strade, ferrovie e aeroporti. Obama rilancia con 50 miliardi

Il piano.Dai dati sulla disoccupazione al test delle elezioni di medio termine.La mossa del presidente nel Labour day più d[ficile per gli Usa.Con un livello record di disoccupazione e l’economia che si è di nuovo indebolita dopo una breve ripresa, gli Stati uniti hanno celebrato ieri quello che Robert Reich, ministro del Lavoro negli anni della presidenza Clinton,ha definito il peggior Labor Day della storia americana.
La festa dei lavoratori che tradizionalmente chiude l’estate Usa, quest’anno è stata occasione di riflessioni sul funzionamento di un sistema imprenditoriale che allinea imprese bnllantissime, leader nella tecnologia e nella produzione di ricchezza, ma che creano pochi posti di lavoro, ma anche per un dibattito sulla persistente debolezza di una domanda interna che non consente di prevedere una rapida ripresa del settore privato.
Per questo Barack Obama ha approfittato della festività per annunciare i primi tasselli di un nuovo piano di sostegni all’economia a partire da un programma da 50 miliardi di dollari per le infrastrutture dei trasporti: 15 mila miglia di strade, 4 mila miglia di ferrovie e 150 miglia di piste negli aeroporti da costruire o rinnovare.
L’intervento, illustrato ieri pomeriggio dal presidente durante una festa dei sindacati a Milwakee, nel Wisconsin, ha bisogno dell’approvazione del Congresso. Come ammette la stessa Casa Bianca, difficilmente questa approvazione arriverà prima delle elezioni di «mid term» del prossimo novembre, vista l’ostilità dei repubblicani (che già parlano di un presidente che ha sviluppato una «dipendenza dalla droga della spesa pubblica») e le poche settimane di lavoro parlamentare rimaste prima della chiusura delle Camere per la campagna elettorale.
Quella annunciata ieri, spiegano gli uomini del presidente, non è una misura d’emergenza progettata per imprimere un impatto immediato ai occupazionali, ma una misura strutturale che darà i suoi frutti in un arco di sei anni. In ogni caso, anche se fosse approvato a tambur battente (e in questo caso i primi posti di lavoro aggiuntivi nel campo dei trasporti arriverebbero entro fme 2011), un intervento da 50 miliardi non sarebbe comunque tale da cambiare la situazione del mercato del lavoro Usa. Basti pensare che nemmeno l’imponente stimolo fiscale da 878 miliardi di dollari varato da Obama un anno e mezzo fa, subito dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, è bastato a rimettere in piedi l’economia Usa.
E’,per,un segnale importante della volontà di uscire dall’angolo e di proporre nuovi interventi di stimolo economico, anche a costo di rischiare l’impopolanità e lo scontro col Congresso. 11 presidente sembra essersi convinto che il settore privato non è ancora in grado, con le sue sole forze, di alimentare una vera ripresa: la disoccupazione è tornata a crescere perché, appena hanno cominciato ad esaurirsi i sostegni federali, i posti di lavoro nel pubblico impiego sono tornati a calare mentre quelli creati dal settore privato non solo non sono stati sufficienti ad alimentare lo sviluppo, ma non sono bastati nemmeno a compensare le riduzioni nelle amministrazioni di Stati e città.
Secondo i conservatori bisogna solo affidarsi al mercato:con un quadro certo davanti, senza nuovi vincoli e tasse pi elevate, gli imprenditori investiranno e creeranno nuovi posti di lavoro. In questo momento, per , l’estrema debolezza della domanda interna non consente al settore privato, con le sue sole forze, di cambiare la direzione dell’economia: il mercato stenta a rimettersi in modo non solo perché l’infarto del credito non è ancora del tutto superato, ma anche perché senza lo sbocco di un forte mercato interno, per le imprese quella di fare grossi investimenti e di ricominciare ad assumere rischia di essere una scelta azzardata. La speranza è che, ricostituito un minimo di nisDarmio. li americani. sebbene molto in&bitati, ricomincino a spendère. Ma nuovi dati sull’inadeguatezza del sistema previdenziale e sul rischio che la generazione del «baby boom» ormai giunta all’età della pensione debba continuare a lavorare ancora per molti anni per garantirsi un tenore di vita decente, rafforzano la sensazione che, invece, la domanda interna resterà debole per un periodo di tempo piuttosto lungo.
Per questo Obama ha deciso di esporsi e di lanciare un nuovo pacchetto fiscale, anche con sgravi per le imprese minori che assumono e per la ricerca. Entra in collisione con la destra, certo, ma forse dopo la scadenza elettorale anche i repubblicani abbandoneranno il «muro contro muro». Far uscire il Paese dalla spirale è anche nel loro interesse e, in fondo, perfino gli antistatalisti intransigenti dei Tea Party vogliono che il governo si faccia carico di alcuni grossi programmi di spesa come il Medicare, la sanità per gli anziani.

Fonte: Corriere della Sera del 7 settembre 2010

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