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QE, Abs, T-ltro: ecco tutti i piani nascosti nella galassia delle sigle

Nelle ultime ore prima del Consiglio Bce, la battaglia tra chi insi¬ste per maggior rigore e che propende per più flessibilità è resa scarsamente com¬prensibile ai non iniziati perché si svolge all’interno di una galassia di sigle. In or¬dine alfabetico, le principa¬li sono le seguenti:

Abs ( Asset backed securi¬ties): è l’acquisto da parte della Bce di titoli bancari ‘cartolarizzati’, garantiti da prestiti, mutui commercia¬li, obbligazioni. È improba¬bile che se ne faccia uso nel-l’immediato poiché la Bce ha sostenuto che le garan¬zie devono essere ‘solide’.

Mro ( Main refincing opera¬tions): offrono liquidità per una settimana a istituti, però, solo della periferia dell’area euro. Il program¬ma è in vigore e scade (per ora) nel dicembre 2016. Sempre per la periferia è stata riattivato l’acquisto di titoli sovrani tramite il Smp ( Securities market pro¬gramme)

Omt ( Outright monetary transactions): transazioni puramente monetarie, ac¬quisto di titoli di Stato di Paesi in difficoltà a ragione del loro elevato debito so¬vrano, al fine di calmierare l’aumento del differenziale di tasso di interesse (spread) rispetto al tasso di riferi¬mento nell’Eurozona.

Qe ( Quantitative easing): l’allegerimento quantitivo che si verifica quando la banca centrale acquista ti¬toli (anche azioni) da ban¬che potenzialmente in dif¬ficoltà. È strumento a cui hanno fatto ricorso più vol¬te la Federal Reserve ameri¬cana e la Bank of England.

T-Ltro ( Targeted long term refinancing opera¬tions): operazioni mirate, che puntano a facilitare in-vestimenti di imprese e fa¬miglie (con l’eccezione dei mutui edilizi) . Una prima asta è in programma per il 18 settembre; le banche del¬l’Eurozona presenteranno offerte per circa 115 miliar¬di di euro. Sono potenzial¬mente disponibili sino a 400 miliardi.

Questi strumenti sono col¬legati a vari gradi di condi¬zionalità, il vero nodo della discordia: i ‘rigoristi’, natu¬ralmente, chiedono condi¬zioni più severe per i Paesi più in difficoltà. A sua volta la condizionalità è legata a ‘riforme strutturali’ (come ricorda da anni, ogni mese, il bollettino della Bce). In questa materia, imperversa la confusione più ampia. Al¬cuni considerano ‘di strut¬tura’ le riforme istituziona¬li (dal Parlamento ai sistemi elettorali). Altri pensano che si tratti di ‘struttura della fi¬nanza pubblica’ (rapporto tra spesa di parte corrente e spesa in conto capitale, con¬trolli di efficienza ed effica¬cia). Il bollettino è, da anni, chiarissimo: ci si riferisce al¬le strutture dei mercati dei fattori (capitale e lavoro) e delle merci e dei servizi (prodotti, banche, assicura¬zioni, professioni).

Fonte: Avvenire - 3 settembre 2014

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