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Pareggio di bilancio anticipato al 2013, liberalizzazioni, riforma welfare e lavoro:i quattro jolly del Governo per battere la crisi

Al termine di una giornata di intense consultazioni internazionali, il governo ha annunciato ieri sera l’anticipo delle misure di riforma strutturale del bilancio pubblico e di liberalizzazione ritenute indispensabili per affrontare la burrasca dei mercati finanziari e per ridurre quella febbre degli spread sui titoli di Stato che minaccia pesantemente i conti pubblici italiani e la salute dell’euro.
Si tratta, come hanno spiegato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di due provvedimenti sulle finanze pubbliche, cioè l’anticipo dell’obiettivo del pareggio di bilancio al 2013 e l’inserimento del pareggio di bilancio nella Costituzione e di due provvedimenti finalizzati a favorire la crescita economica, vale a dire la modifica dell’articolo 41 della Carta Costituzionale per agevolare le liberalizzazioni e la riforma del mercato del lavoro.
Per il ministro Tremonti, al primo posto tra i quattro punti c’è l’obiettivo politico del pareggio di bilancio come principio costituzionale. «Il primo punto è l’inserimento nella carta costituzionale del criterio di pareggio di bilancio, che è fondamentale – ha spiegato Tremonti. Inizieremo a discuterlo la prossima settimana, prima si fa meglio è, è una delle cose più qualificanti».
Ma l’obiettivo del quale si è discusso di più, in tutte le febbrili consultazioni della giornata di ieri, è l’anticipo del raggiungimento degli obiettivi della manovra dal 2014 al 2013. «L’impianto della manovra é stato giudicato assolutamente positivo, con apprezzamenti positivi a riguardo – ha spiegato Berlusconi. Ma la situazione- ha ammesso – consiglia una accelerazione dei provvedimenti». «L’anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013 non avverrà modificando la struttura normativa ma anticipando le tempistiche – ha affermato Tremonti – a partire dalla delega assistenziale, che sarà sviluppata sul biennio 2012-2013». «Abbiamo già un buon testo, dobbiamo chiedere al Parlamento la delega, da approvare il prima possibile alla Camera – ha aggiunto Tremonti – stiamo valutando una doppia delega, assistenziale e fiscale». «Non ci saranno manovre addizionali – ha detto ancora l’inquilino di via XX settembre – il vero punto politico è l’anticipo di una manovra che è stata ritenuta corretta e appropriata». In pratica, l’intervento da 2,7 punti di Pil dovrà essere ora realizzato entro il 2013 e non entro il 2014.
«L’Italia – aveva esordito Berlusconi aprendo la conferenza stampa alla quale era presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta – soffre una pesante eredità del passato che è l’elevato debito pubblico: il terzo-quarto del mondo, dopo Usa e Giappone e Germania. Ma, come più volte ha ricordato Tremonti, il nostro bilancio non è il terzo o quarto del mondo».
Vedi tutti » Il terzo punto del pacchetto enunciato ieri sera da Tremonti è quello che è stato definito dal ministro come «la madre di tutte le liberalizzazioni», ovvero la modifica dell’articolo 41 della Costituzione. «Nell’economia privata è libero tutto tranne ciò che è espressamente vietato – ha spiegato Tremonti, illustrando la modifica – penso che il Parlamento si possa impegnare con molta forza e tempestività, naturalmente la modifica della Costituzione non preclude le altre modifiche nel senso della liberalizzazione della semplificazione che sono in cantiere». L’ultimo punto – ha concluso il ministro – è la «riforma del mercato del lavoro. E’ una riforma fondamentale per ragioni connesse allo sviluppo e agli investimenti, ha sottolineato. Esiste un testo, già elaborato, da presentare alle parti sociali, che sarà presentato al Senato». Tornando all’anticipo della manovra di bilancio, il titolare dell’Economia ha lasciato intendere che si procederà essenzialmente con l’accelerazione delle delega fiscale e assistenziale che la manovra al momento fissa al 30 settembre 2013.
L’approvazione in tempi rapidi della delega assistenziale, ha infatti affermato Tremonti, potrà consentire anche il varo della riforma fiscale. Certamente, ha spiegato, la prima comporterà provvedimenti restrittivi «per capirci, si taglierà sui i falsi invalidi», ha detto il ministro. In pratica, si potrebbe anticipare la deadline di un anno e fissare la scadenza della delega al 30 settembre 2012. Se così fosse, le risorse previste dal taglio delle agevolazioni (4 miliardi nel 2013 e 20 miliardi nel 2014) verrebbero recuperate con un anno di anticipo, e già nel 2013 si realizzerebbe la correzione del disavanzo di 24 miliardi. Nel caso in cui fosse sufficiente anticipare la delega fiscale per conseguire il pareggio con un anno di anticipo, allora il governo potrebbe non varare un nuovo provvedimento in tempi brevi, ma intervenire direttamente sulla delega fiscale che è stata calendarizzata alla Camera per il 13 settembre. Ma l’allerta su un possibile consiglio dei ministri la prossima settimana rimane.

Fonte: Sole 24 Ore del 6 agosto 2011

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