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Napolitano avverte: subito a Bankitalia i poteri sui bancari

Bisogna far presto. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha accompagnato l’ emanazione del decreto-legge sullo Sviluppo con un’ esortazione al governo. Quella di recepire possibili le norme della direttiva europea, approvate alla fine dello scorso anno, che rafforzano i poteri di controllo della Banca d’ Italia, guidata da Mario Draghi. Si tratta delle regole che in un primo tempo erano state inserite nella bozza di decreto, ma che erano state stralciate all’ ultimo momento a Palazzo Chigi. E cioè quelle che consentono all’ istituto di via Nazionale di mettere un tetto ai bonus dei manager bancari. O meglio di porre un limite al monte complessivo della parte variabile delle remunerazioni quando la banca non ha adeguati livelli di patrimonializzazione. Per evitare di indebolire, con super premi, la situazione già difficile dell’ istituto di credito. A maggior ragione, e con più severità, è poi prevista la fissazione di un tetto ai compensi dei dirigenti delle aziende che beneficiano di eccezionali interventi di sostegno pubblico. Nei quali non rientrano, secondo la stessa Vigilanza, i cosiddetti Tremonti bond. Gli unici utilizzati nella fase più acuta della crisi. Ancora più importanti sono poi le norme, sollecitate da Napolitano, che consentono alla Banca d’ Italia di rimuovere i manager troppo imprudenti o scorretti che non osservano cioè nella amministrazione aziendale «la sana e prudente» gestione aziendale. L’ attribuzione all’ Istituto di via Nazionale del potere di rimozione dei dirigenti bancari è stata sollecitata anche dal Fmi e dal Financial stability board, l’ organismo internazionale presieduto dal governatore Mario Draghi, destinato a diventare presidente della Bce, alla scadenza del mandato, il 31 ottobre prossimo, di Jean-Claude Trichet. Dopodomani, lunedì, l’ Eurogruppo presieduto da Jean-Claude Juncker, esaminerà a Bruxelles le candidature all’ incarico e ne prenderà atto: quella di Draghi, presentata dall’ Italia e sostenuta da Francia e Germania, dovrebbe essere l’ unica. In ogni caso i ministri dell’ Economia e delle Finanze dei paesi dell’ Eurozona presenteranno, con una raccomandazione, la candidatura al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo, a cui spetta la decisione finale, che si riunirà il 24-25 giugno. Nel frattempo partiranno anche le grandi manovre per la sostituzione di Draghi a Palazzo Koch. A questo proposito ieri Mario Monti ha smentito di essere candidato e ha precisato anche di non essere disponibile all’ incarico.

Fonte: Corriere della Sera del 14 maggio 2011

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