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Moratoria per i debiti pmi, le banche trattano. Ponzellini(BPM) lancia le “gabbie” del credito

Le moratorie scadono afine mese. Perla sospensione delle rate dei mutui alle famiglie in difficoltà le banche hanno già annunciato la disponibilità a concedere una proroga di sei mesi, al 31 luglio. Mentre è ancora da definire la soluzione per la moratoria dei rimborsi dei debiti delle piccole e medie imprese. In questo caso un ulteriore rinvio dei termini è da escludere, perché i prestiti congelati dovrebbero essere considerati sofferenze e le banche non possono permetterselo. Tanto più che Bankitalia. non lo consente sostenendo che le misure eccezionali prese nel momento più duro della crisi non possono diventare interventi standard incoerenti con le norme vigenti. «Se chiediamo un rinnovo tout court è un problema, se chiediamo un rientro immediato creiamo danni» ha osservato ieri il presidente della banca Popolare di Milano, Massimo Ponzellini «A Milano i clienti che hanno chiesto la moratoria, tra sei mesi, un anno o più, la pagheranno. Temo non sarà così in altre zone del Paese. E chiaro che bisogna differenziare» aggiunge però il banchiere vicino alla Lega Le statistiche della Banca d’Italia confermano in effetti che la capacità di rimborsare i prestiti è più alta ia alcune aree geografiche e più bassa in albe, che non sono solo le meridionali Ma la differenziazione nel nuovo accordo tra banche e Confindustria, secondo quanto ha detto a suo tempo il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussa-ri, se ci sarà, sarà fatta solo in base alle potenzialità di sviluppo delle singole aziende. Quelle in grado di tenersi in piedi da sole saranno ancora aiutate a superare le difficoltà, le altre no. Per queste, masarà:aquestione interna al rapporto-ban180 a sono la imprese ct ar:r:o oar,eficiato -noratoria sul denito ca cliente, verrà studiato un piano di ristrutturazione dei debiti. Cè peraltro da osservare che anche per aderire alla vecchia moratoria, con cui in grande sostanza l’azienda otteneva una boccata di liquidità, era richiesto il requisito della buona salute imprenditoriale- E che una volta esaurita la sospensione, l’azienda, spiega l’Abi, non deve ridare indietro le rate sospese, relative alla quota capitale del prestito (gli interessi dovevano essere pagati), bensì riprendere il piano di ammortamenti pattuito. Il nuovo intervento, ancora tutto da definire al tavolo tra Abi, Confindustria e Tesoro, sarà comunque diverso, non sarà una moratoria ma un programma di sostegno. Le misure allo studio variano da interventi per consolidare i debiti a breve o per allungare la scadenza dei prestiti medio-lunghi a misure di supporto in operazioni di capitalizzazione. Allo studio è anche la possibilità di dare sicurezza all’imprenditore trasformando i debiti a breve a tasso variabile in fisso o fornendo una rete per ripararsi da eventuali rialzi dei tassi. E ciò ricorrendo a strumenti di copertura come i cosiddetti «derivati lineari». Per quel che riguardale famiglie in difficoltà l’intervento che l’Abi metterà a punto con le associazioni dei consumatori, sarà più semplice. Perché si tratterà tout court di una proroga In pratica di una riapertura dei termini per domandare la sospensione di un anno del pagamento delle rate di mutuo da parte delle famiglie in difficoltà. Ovviamente si tratta di un’opportunità per coloro che non ne hanno già usufruito.

Fonte: Corriere della Sera 11 gennaio 2011

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