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Il superfondo:”Roma azzeri subito il deficit”

«L’ anno scorso i mercati si sono messi a trattare la Spagna come un Paese emergente. Aveva bisogno di fare 100 e le hanno chiesto 120. Madrid si è rimboccata le maniche, ha risposto subito. Adesso tocca a voi. Non siete più trattati da paese del G7. Lo so, vi sembra ingiusto: negli ultimi anni avete compiuto molti sforzi per contenere il deficit, sulle pensioni avete fatto più di altri. Ma il debito è troppo alto e quando la tempesta diventa mondiale ci finite inevitabilmente in mezzo. E non potete pensare di cavarvela con una manovra che avrà effetti consistenti solo nel 2014, quando prima ci sono elezioni che possono cambiare tutto». Chi parla è il responsabile degli investimenti internazionali di un grande fondo americano che da molti anni opera massicciamente nel mercato del debito sovrano di vari Paesi occidentali, compresa l’ Italia. Un manager abituato a frequentare il nostro Paese, ben noto al ministero del Tesoro. Un personaggio che ha anche un suo profilo pubblico, ma che in un momento di tensione così alta sui mercati preferisce ragionare senza esporsi in prima persona. Per quanto riguarda l’ Italia ritiene che i mercati vedano un problema soprattutto di uomini (Berlusconi assai debole, Tremonti sotto tiro) o di misure? Un piano è stato varato. E contiene anche interventi significativi, come il progressivo aumento dell’ età pensionabile a 70 anni. «Soprattutto misure, – sottolinea – e anche atteggiamento. Non si può chiudere tutto e andare in vacanza in un momento simile. Zapatero è rientrato dalle ferie. E anche i commissari della Ue. Quanto agli interventi, certo qualcosa è stato fatto, ma non basta. Guardi la Spagna: ha ridotto gli stipendi dei dipendenti pubblici, riformato le pensioni, varato una parziale riforma del mercato del lavoro e ha privatizzato le casse di risparmio, un’ operazione politicamente colossale per quel Paese. Eppure il debito pubblico di Madrid è il 65% del Pil, la metà dell’ Italia. Meno di Germania, Francia e Gran Bretagna. Voi siete al 120% del Pil, dovete fare molte emissioni e se non si presentano i sottoscrittori sono guai. Attenti, se il mercato non ti finanzia, non sei solvente: la solvibilità è una funzione della liquidità». C’ è attesa per le prossime mosse del governo: «Il varo immediato di una manovra aggiuntiva che azzeri subito il deficit senza rinviare gli effetti ai prossimi anni». Resta la questione del possibile intervento della Bce per l’ acquisto dei Btp italiani: «Lo farà, ne siamo convinti. Ma prima vuole che il governo italiano rafforzi i suoi interventi. L’ esperienza ci dice che gli interventi di sostegno hanno molte più possibilità di funzionare se prima si agisce per cambiare i “fundamentals” economici del Paese che si vuole aiutare. E comunque già giovedì la Bce, adottando di nuovo misure d’ emergenza dal lato della liquidità, di fatto ha creato le premesse per una flessione del costo dell’ indebitamento dello 0,25%». Ma che cosa faranno le autorità americane, a cominciare dalla Fed? «No, non credo ci sarà alcun ulteriore “quantitative easing” della Fed, a meno che non si vada verso un “meltdown” dei mercati. Gli Usa sono deboli, ma hanno pur sempre la valvola di sfogo dei dollari: possono stamparli senza limiti».

Fonte: Corriere della Sera del 6 agosto 2011

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