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Draghi: misure inevitabili, risanare e crescere di più.

«Le banche sostengano il credito alle piccole e medie imprese» Innovazione Enti locali «Per una crescita più sostenuta servono riforme e cambiamenti tecnologici nelle imprese» Dopo i tagli «servono modifiche organizzative per l’ erogazione di servizi ai cittadini»
Il cammino della crescita per l’ Italia «è arduo e stretto», perché è indispensabile risanare i conti pubblici ma anche stimolare l’ economia. Perché se da una parte sono tornate ad aumentare le esportazioni, «restano deboli consumi e investimenti, ristagnano i redditi reali e sono incerte le prospettive di occupazione». Il Governatore della Banca d’ Italia, Mario Draghi, traccia lo scenario economico nel suo intervento alla cinquantesima assemblea dell’ Abi, che da ieri ha un nuovo presidente, Giuseppe Mussari. L’ attuale presidente del Monte dei Paschi di Siena succede nella guida dell’ associazione a Corrado Faissola, presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi. Il Governatore parla nel giorno in cui il Bollettino dell’ Ufficio Studi di Palazzo Koch presenta le nuove previsioni sull’ economia, che dovrebbe crescere dell’ 1% sia nel 2010- ed è lo 0,3% in più di quanto previsto in precedenza sia nel 2011. La correzione positiva per quest’ anno appare però troppo lieve per mutare il quadro di incertezza e di fragilità che governa le stime dell’ Italia e di tutti i Paesi europei. Tanto più che per il 2011 le previsioni della Banca d’ Italia indicano un rallentamento per gli effetti restrittivi della manovra. E comunque anche il tasso di disoccupazione è visto in aumento nei prossimi trimestri portandosi in prossimità del 9% e pesando sul livello dei consumi. In positivo le esportazioni, in aumento del 9% quest’ anno e del 5% il prossimo. Draghi ribadisce dunque che «non ci sono alternative» al «risanamento del bilancio, al rientro dall’ espansione monetaria, alla ricapitalizzazione del sistema bancario» e cioè in una parola «al ritorno alla cultura della stabilità». Così come «non ci sono neanche alternative alla ripresa della crescita – senza la quale quegli stessi obiettivi diventano irraggiungibili – fatta di riforme e di cambiamenti tecnologici delle imprese». Della manovra approvata ieri da Senato col voto di fiducia in prima lettura, Draghi ribadisce che era «inevitabile», ne sottolinea i «costi» in termini di crescita nel breve periodo ed evita di esprimersi sugli esiti: «Se la correzione decisa possa effettivamente raggiungere gli obiettivi di indebitamento netto potrà essere valutato solo nei prossimi mesi» afferma infatti il Governatore, per il quale in particolare «la stima degli effetti del contrasto all’ evasione presenta incertezze», seppure «in entrambe le direzioni». Quanto ai «limiti posti alle risorse delle amministrazioni, centrali e locali, richiedono, affinché non siano tagliati i servizi alla cittadinanza, modifiche sostanziali alla organizzazione e articolazione territoriale». Ma è alle banche, al pubblico dei partecipanti all’ assemblea, che Draghi rivolge il messaggio più importante che è assieme di critica e di sollecitazione. La critica, sferzante, è alle statistiche sulle condizioni applicate ai prestiti che, indicando il dato medio, nascondono la reale situazione. «C’ è la sensazione che molte imprese piccole e medie non riescano a veder soddisfatta la loro domanda di finanziamenti. E sono proprio le imprese più proiettate verso l’ export» afferma il Governatore. Per il quale occorre che le banche «valutino con più attenzione» le richieste delle aziende di minori dimensioni, senza imbarcarsi in rischi eccessivi, ma «tornando a essere vicine al sistema produttivo come prima della crisi». E non c’ è che un modo per farlo, «saper discernere l’ impresa meritevole anche quando i dati non sono a suo favore». Severo Draghi anche sul ruolo delle banche nell’ attività di contrasto al riciclaggio che dice «deve diventare parte della cultura aziendale». I difetti di organizzazione che sono alla base delle «diffuse carenze» nello scrutinio della clientela e nelle segnalazioni di operazioni sospette, «vanno presi molto sul serio».

Fonte: Corriere della sera del 16 luglio 2010

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