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L’odio per i “vincoli” europei

di Innocenzo Cipolletta

di Innocenzo Cipolletta

Bisognerebbe invece nuove chiedere politiche per la crescita e l’ambiente

Di fronte alle crisi, l’Italia, ma anche altri paesi, sembrano invocare solo una cosa: togliete i vincoli europei. Così a fronte della crisi energetica e alle prospettive di una recessione, è un fiorire di richieste in questo senso. Via i divieti per gli aiuti di stato. Via le misure per arginare il degrado climatico. Via il patto di stabilità che impedisce la crescita del disavanzo pubblico. Sembra che l’Europa sia solo vincoli assurdi che impediscono la libera crescita economica. Se così fosse, avrebbe ragione Vance.

Ma non è affatto così. I vincoli sono in realtà politiche attive che possono essere modulati diversamente ma che perseguono obiettivi di crescita equilibrata. Eliminarli significa negare la ragione di essere assieme, senza nessuna garanzia di maggiore crescita. Piuttosto occorre varare nuove politiche europee di sostegno alla crescita e per favorire la transizione energetica. Della mancanza di tali politiche dovremmo lamentarci, non dell’abolizione di quelle in essere.

(InPiù del 15/04/2026)

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