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Lo scontro fra Trump e Papa Leone

di Paolo Mazzanti

di Paolo Mazzanti

Chi seguiranno i 53 milioni di cattolici americani?

Bisogna forse risalire alla “lotta per le investiture” (1073-1122) tra l’imperatore Enrico IV (che ordinò al Papa di dimettersi in quanto “indegno della tiara”) e Gregorio VII, che lo scomunicò, per trovare un precedente al clamoroso scontro fra Trump e Leone XIV, col presidente Usa che accusa il Pontefice di essere complice dei musulmani iraniani che vogliono la Bomba e il Papa che denuncia i potenti (cioè in primo luogo Trump) che invocano Dio “con le mani che grondano sangue”. Era inevitabile che deflagrasse il conflitto fra i due americani piu’ noti del mondo. Mentre Trump bombardava l’Iran, Leone invocava la pace e denunciava i guerrafondai in un crescendo di toni che dalla settimana santa e’ culminato nella veglia di preghiera di sabato scorso a San Pietro.

Trump, in un post (poi rimosso) dove si e’ presentato vestito da Gesù guaritore, ha attaccato il Papa (“e’ debole contro il crimine e pessimo in politica estera”) e Leone, dall’aereo che lo portava in Algeria, ha risposto serafico “io non sono un politico, non ho paura e non intendo fare un dibattito con Trump; continuerò a chiedere la pace annunciando il Vangelo”. Il Papa non sarà un politico, ma le sue parole rischiano di avere conseguenze politiche dolorose per il presidente. In Usa ci sono 53 milioni di cattolici, in maggioranza conservatori che al 55% hanno votato per Trump. Anche l’episcopato e’ conservatore, ma fra la Casa Bianca e il Vaticano non può che scegliere il Vaticano. Quanto influiranno le polemiche di oggi sul voto dei cattolici alle elezioni parlamentari di novembre?

(InPiù del 14/04/2026)

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