• mercoledì , 1 Dicembre 2021

Pensioni di reversibilità, cosa cambierà con l’Isee

di Giuliano Cazzola.

Quella sulla reversibilità è una classica tempesta in un bicchier d’acqua. Succede che qualcuno si mette ad urlare “Al lupo! Al lupo!’’. E tutti gli vanno dietro: oves et boves set omnia pecora campi. Così una “non notizia’’ (per la sua indeterminatezza) è diventata uno scoop che sta dando lavoro per un’intera settimana ai talk show.

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Trova comunque conferma che la “razionalizzazione’’ delle prestazioni assistenziali e di carattere previdenziale sottoposte alla “prova dei mezzi’’ (ovvero alle condizioni reddituali degli aventi diritto) consisterà nell’assumere come riferimento l’ISEE e non più il solito modello 730 dell’Irpef. La differenza c’è e si vede. Basta osservare la documentazione richiesta nel caso dell’ISEE con la quale il cittadino deve rendere conto di tutte le sue attività e risorse patrimoniali immobiliari e mobiliari, come se ad interrogarlo fosse un Tribunale dell’Inquisizione. Dobbiamo, però, metterci d’accordo. L’ISEE è uno strumento predisposto (all’inizio era stato battezzato “riccometro’’) per accertare meglio la condizione economica di chi riceve prestazioni e agevolazioni di natura pubblica. Già adesso la “prova dei mezzi’’ per il riconoscimento di talune prestazioni e servizi (soprattutto se erogati a livello locale, come le tasse universitarie o le rette per i servizi all’infanzia, ecc.) è subordinata a questa tipologia di accertamento. A quale conclusione vogliamo arrivare, dunque? Che per erogare prestazioni previdenziali/assistenziali (già oggi commisurate al reddito della persona, della coppia o della famiglia) vanno mantenuti criteri più laschi e meno invasivi? E perché?

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Il governo assicura che le nuove regole varranno solo per le future prestazioni. Fino ad ora è sfuggito agli assatanati commentatori un particolare che potrebbe invece far discutere. Se passerà il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, uno dei diritti che saranno estesi agli “uniti’’ del medesimo sesso sarà quello di godere del trattamento ai superstiti. Essi però finirebbero per farlo sulla base di una “prova dei mezzi’’ divenuta più severa e selettiva, se nel frattempo sarà confermata la scelta dell’ISEE.

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Matteo Renzi è in Argentina. Ma lo sanno, colà, i cittadini di origine italiana  – che magari percepiscono una pensione dell’INPS (sono tanti in quel Paese)  – che sono in vista tagli alla parte assistenziale dei loro trattamenti (leggasi il ddl Povertà al punto “incriminato’’)?

 
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