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INTERNET: COFFERATI, SINDACATO ANCHE PER LAVORATORI NEW ECONOMY
(ANSA) - ROMA, 6 GIU. - Un sindacato per i lavoratori della "net economy", in grado di mediare i possibili conflitti: è la proposta avanzata da Sergio Cofferati, leader della Cgil, che segnala i rischi, per un'economia fragile e "impalpabile" come quella legata a Internet, di una conflittualità non mediata e regolata. E' inoltre necessario, per il segretario generale della Cgil, un progetto straordinario pubblico per la riconversione dei laureati meridionali dalle attività tradizionali a quelle della nuova economia.
Cofferati è intervenuto alla tavola rotonda sulla new economùy alla quale hanno partecipato anche Renato Soru, Elserino Piol (che hanno ricevuto il premio Tarantelli attribuito dal Club dell'Economia per la migliore idea economica e finanziaria) e Davide Croff, amministratore delegato di Bnl.
"La necessità di un sistema di regole vale per ogni tipo di sistema economico perché serve a mantenere il conflitto entro limiti fisiologici: questo diventa particolarmente vero nei settori della nuova economia. Se non si costruiscono forme di rappresentanza collettiva ci sono rischi di conflitto con effetti imponderabili, perché una cosa è bloccare, per esempio, il ciclo produttivo di un bene materiale come un elettrodomestico, altra cosa è bloccare la rete".
L'economia tradizionale, ha aggiunto il segretario genrerale di Cgil, non può contare sulle nuove tecnologie e Internet per recuperare i propri ritardi nell'innovazione e deve operare la flessibilità all'interno delle situazioni di lavoro, non solo richiederla in entrata e in uscita. "Ora che lo dice anche il governatore della Banca d'Italia è evidente per tutti che le imprese italiane hanno forti ritardi nella ricerca e nell'innovazione, quando lo diceva il sindacato era solo propaganda. Adesso è chiaro che le aziende italiane non possono più contare su rapporti favorevoli di cambio e sulla svalutazione, ma se vogliono competere devono innovarsi e valorizzare il lavoro dei propri dipendenti".
Una valorizzazione che Soru assicura ai propri dipendenti in Tiscali. "In Sardegna abbiamo 500 posti di lavoro, che diventeranno 1.000 entro l'anno, realizzati senza incentivi.
Sono dipendenti cho coccoliamo e corteggiamo perché tutti li vorrebbero e perché dipende da loro e dal loro spirito di identità con l'azienda il nostro sucesso" . Secondo Soru la net economy offre immense opportunità nelle aree meno sviluppate del paese, perché non richiede infrastrutture pesanti e investimenti massicci. E anche i tempi e gli interventi della Pubblica amministrazione sono molto meno pesanti che nell'avvio delle attività tradizionali.
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