• venerdì , 13 dicembre 2019

L’ALTERNATIVA LEGALE DELL’ARBITRATO ALL’ICSID

di Giuseppe Pennisi

Il caso dell’ex Ilva sembra stia prendendo le vie legali al Tribubnale di di Milano, che ha la competenza per l’interpretazione degli accordi tra la multinazionale Arcelor Mittal e il governo della Repubblica italiana. Quello tra l’azienda e lo Stato è un caso molto intricato, con numerose sfaccettature giuridiche su cui non è facile prendere posizione. Se si persegue questa strada, probabilmente ci vorranno anni prima di arrivare a una soluzione.

Nel contempo, il degrado degli impianti peggiorerà, le maestranze resteranno inoccupate e dovranno essere in qualche modo prese in carico dal sistema italiano di welfare aggravando le già precarie condizioni della nostra finanza pubblica; gli utenti abituali dell’output del polo siderurgico di Taranto, inoltre, troveranno altre fonti di approvvigionamento con contratti pluriennale. Perché non fare invece un ricorso all’Icsid (International Center for Settlement of Investment Disputes – Centro Internazionale per il Regolamento delle Controversie sugli Investimenti)?

È una camera arbitrale creata nel 1966 nell’ambito del gruppo della Banca Mondiale. Dispone di un segretariato di quaranta persone, a carico della Banca Mondiale, e gli arbitri vengono nominati di volta a volta d’intesa tra le parti; il segretario fornisce elenchi con proposte di arbitri ed i loro curriculum professionale. Dalla sua creazione, l’Icsid ha risolto circa 450 casi, spesso nel giro di pochi mesi per ciascun caso. La documentazione sugli arbitrati è pubblicata on line ed anche in una Rivista cartacea in modo da fare, per così dire, giurisprudenza e da fornire supporto a chi è interessato ad adire al Centro.

Dall’inizio di questo ventunesimo secolo, sono stati conclusi circa tremila accordi bilaterali su investimenti che indicano specificatamente l’Icsid come ‘foro’ per la risoluzione di controversie. Tuttavia, Stati ed imprese hanno la facoltà di ricorrere al Centro anche se i contratti non vi fanno riferimento. Un ricorso all’Icsid toglierebbe la castagne dal fuoco anche alle varie componenti del Governo, che hanno posizioni molto distanti su come trattare il caso.

Un paio di volte negli ultimi cinque, la Repubblica italiana ha concluso arbitrati, nell’ambito Icsid, con due imprese del settore energetico rispettivamente del Belgio e del Lussemburgo – e le loro sussidiarie basate nel nostro Paese. Anche Arcelor Mittal ha concluso arbitrati presso l’Icsid con la Repubblica Ceca e l’Egitto in tempi relativamente recenti. Le parti in causa conoscono, quindi, le procedure. Il percorso potrebbe essere più breve e l’esito più soddisfacente di una lunga agonia nei tribunali.

 
Fonte: da Avvenire del 14 novembre 2019

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