• venerdì , 20 settembre 2019
Banca Marche e Banca Etruria. Cosa (non) potrà fare il governo

Banca Marche e Banca Etruria. Cosa (non) potrà fare il governo

di Giuliano Cazzola

 

Si intorbida sempre di più la vicenda delle bad bank. Adesso si parla di intervento “umanitario” a favore dei sottoscrittori di azioni e di obbligazioni: un provvedimento che contravverrebbe comunque alle regole assunte a livello europeo (anche – si è scoperto – con il voto dei parlamentari italiani). Sarebbe un pericoloso precedente che creerebbe più problemi di quanti (non) ne potrebbe risolvere.

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A seguire i Tg e i talk show della sera dell’8 dicembre (la giornata iniziale del Giubileo della Misericordia) si avvertiva, con riferimento alle ingenti misure di sicurezza, la sensazione del “tanto rumore per nulla’’. Come se a giustificare il dispiegamento di tali misure sarebbe stato necessario che ci scappasse il morto. Mentre, a volte, è proprio un’accurata prevenzione ad impedire che avvenga il peggio. Sotto sotto però il messaggio è un altro: si sta esagerando con il rischio del terrorismo di matrice islamica. Il che può portare ad abbassare la guardia.

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L’Italia rischia una procedura d’infrazione per non aver preso e raccolto le impronte digitali ai migranti che approdano nel nostro territorio per raggiungere altri Paesi europei (nella sola Germania quest’anno saranno circa un milione, tanto da indurre il Governo a fare marcia indietro, insieme a quello francese rispetto alle disponibilità annunciate mesi or sono. Nel 2008, quando il Governo di centro destra manifestò l’intenzione di pretendere le impronte digitali ai Rom, venne accusato, anche a livello europeo, di voler perpetrare una discriminazione razzista. Tanto che la misura venne corretta.

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Il 49° Rapporto del Censis ha monitorato i primi effetti del jobs act in connessione virtuosa con la decontribuzione prevista per le nuove assunzioni stabili. Sicuramente, si sta modificando la struttura dell’occupazione: nel periodo gennaio-settembre vi è stato un incremento del 34,4% delle assunzioni a tempo indeterminato, rispetto al medesimo periodo del 2014 (in termini assoluti si è trattato per quest’anno di oltre 1,3 milioni di assunzioni). Anche le assunzioni a tempo determinato sono aumentate (+0,7%), mentre la dinamica delle trasformazioni a tempi indeterminato di rapporti a termine ha raggiunto nel periodo considerato le 371mila unità, con un aumento rispetto ai primi nove mesi del 2014, del 18%.

 
Fonte: Formiche.net - 09/12/2015

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