• venerdì , 20 settembre 2019

La lezione di Moncler

Utilizzare la ‘domanda d’Italia’ nel mondo

Ciò che più colpisce del gran successo della quotazione in Borsa di Moncler non è tanto l’aumento di quasi il 50% del valore delle azioni nel primo giorno di contrattazioni, né il fatto che la capitalizzazione della società dei piumini (3,7 miliardi) abbia superato quella di Mediaset e sia addirittura la metà di quella di Fiat-Chrysler (si vede che le oche tirano più delle automobili…). E’ il fatto che da tutto il mondo siano arrivati ordini di acquisto per la stratosferica cifra di 21 miliardi. Ammettiamo pure che molti fondi abbiamo aumentato le proprie richieste prevedendo che la domanda avrebbe superato l’offerta e si sarebbe andati a riparto, ma la cifra fa comunque impressione. E dà la misura della domanda di Made in Italy e in generale di Italia che c’è oggi nel mondo. Bisogna anche chiedersi come mai non riusciamo a utilizzare se non in minima parte questa domanda, che potrebbe aiutarci non solo a sviluppare le nostre aziende, ma anche a risanare il Paese. La valorizzazione dei beni immobili pubblici potrebbe essere un primo banco di prova: e infatti la Cassa Depositi e Prestiti, che ha creato fondi d’investimento con i fondi sovrani del Qatar e della Russia, ha inserito tra i suoi progetti prioritari la creazione di reti alberghiere che potrebbero utilizzare i tanti stabili pubblici inutilizzati, a cominciare dalle famose caserme. Il Rapporto Censis 2013 dice poi che uno dei temi per lo sviluppo è “l’industrializzazione della cultura”: perché dunque non creare alcune decine di imprese o fondazioni culturali, dal parco archeologico romano alla Valle dei templi di Agrigento, dalla Grande Brera di Milano a Pompei, sui quali convogliare risorse finanziarie provenienti dall’Asia e dall’America Latina? Il sindaco di Roma, Marino nella sua trasferta americana ha incontrato il miliardario Koch, l’uomo più ricco di New York proprietario di un gruppo energetico da 115 miliardi di dollari, e gli ha chiesto di investire sulla cultura romana. Ma bisogna che le future imprese culturali, per attirare i finanziamenti stranieri, assomiglino a Moncler: siano cioè vere aziende, organizzate ed efficienti, e possano generare utili, almeno nei servizi destinati ai turisti. E la vera sfida è tutta qui.

 
Fonte: InPiu' del 17 dicembre 2013

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