• lunedì , 14 ottobre 2019

No agli accordi bilaterali con l’Ue

Gli accordi bilaterali fra i singoli stati membri dell’Unione Europea e la Commissione non aiutano i cittadini ad avere fiducia nell’Europa e non andrebbero promossi, a mio avviso. Con tali accordi, un paese accetta delle condizioni di politica economica (riforme spesso pesanti) a fronte della disponibilità ad allentare i vincoli europei per un periodo di tempo limitato. Così facendo, i governi che saranno costretti a firmare questi accordi scaricheranno sull’Europa tutta la responsabilità delle riforme da adottare. Il risultato sarà un odio profondo e crescente verso l’Europa, già accusata di essere la causa dei nostri mali.
Se si vuole che la gente recuperi fiducia nell’Europa, è necessario che essa abbandoni la logica dei parametri statistici fissati a priori e torni a fare politica, ossia ad analizzare caso per caso e a decidere quelli che sono gli interventi opportuni. Obiettivo delle politiche da validare deve essere quello di una crescita equilibrata e non solo di un equilibrio. Il Consiglio dei Ministri Europeo e il Presidente dell’Europa deve avere la possibilità di validare le politiche nazionali e di suggerire modifiche, prendendosi il rischio anche di eventuali insuccessi, qualora le politiche annunciate non producano gli effetti desiderati, in modo da cambiare gli interventi se è necessario.

 
Fonte: InPiu' del 4 dicembre 2013

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