• lunedì , 3 Ottobre 2022

Ecco le proposte per farlo.E bene

Le proposte fatte al Senato, insieme a molti altri colleghi della maggioranza, non sono affatto strampalate idee delDr. Stranainore . So che spesso dii non capisce (o finge di non capire) tenta sempre di contrapporre battute di dubbio gusto e di buttarla in cagnara , magari personalistica. Mavisto che ci sono di mezzo milioni di famiglie e di imprese, preferisco rispondere alle bamite con proposte. Nel merito abbiamo presentato al Senato un pacchetto di dieci emendamenti alla Finanziaria che mirava a propone una manovra aggiuntiva : da una parte, un taglio di spese pubbliche correnti per 35 miliardi e, dall’ altre parte, uno sgravio fiscale perle famiglie di 15 miliardi, una riduzione dell’Irap per le imprese pari a 12 miliardi, maggiori investimenti in infrastrutture per 5 miliardi, 1 miliardo in pi a testa per Difesa, Sicurezza e forze di pollziae Ricerca. L’aritmetica dimostra che tale proposta non determina neanche un euro in pi di deficit pubblico. Pi nel dettaglio, per chi sostiene che la spesa pubblica non si possa tagliare, dal dati del Mef risulta chei trasferimentia fondo perduto ammontano per l’aimo 2007 a45 miliardi di euro, dei quali 15 miliardi sono relativi al finaiiziamento dei trasporti pubblici locali, 5 miliardi al finanziamento a Ferrovie eAnas. Per questi motivi negli emendamentipresentati al Senato queste due specifiche voci sono state esplicitamente escluse da qualsivoglia taglio, Chi fa riferimento all’impossibllità di tagliare queste voci, pertanto, non ha neanche letto il testo degli emendamenti. Dei restanti 24 miliardi di fondi perduti si propone di trasformarne soltanto 6in credito d’imposta. tale operazione consente di finanziare per 2 miliardi il credito d’imposta degli anni futuri e per 4 miliardi di ridurre l’lrap alle Pmi. Questo emendamento è stato sottoscritto anche dai senatori della Lega.
Per quanto riguarda le spese per acquisti delle Pubbliche amministrazioni non si tratta certo di tagliare nessun servizio. Anche qui dal dati del Mef risulta che, nel totale di tutte le Pubbliche amministrazioni, questa spesa è passata da 85 miliardi nel 2000 a 121 miliardi nel 2007 (+42%) ed è tacitamente indicata in ulteriore crescita a 140 miliardi nel 2013 (+65%). Le amministrazioni centrali hanno fortemente contenuto queste spese. Il dilagante aumento è dovuto alle spese degli enti locali, per 4/5 delle Regioni eper olire2/3per acquisti nel settore della sanità! Non si capisce proprio perché queste spese aumentate del 50% non debbano essere contenute.
In aggiunta si consideri lo spreco di risorse che avvieneinltaha solo perché si adottano confezioni difarmaci di 30-40 pillole, se ne consumano 3o4 ed il resto finisce negli armadietti delle case di tutti gli italiani. Se in ogni famiglia queste scatolette aperte ammontassero a circa 200 euro, ci significa che, per i circa 21 inffioni di famiglie, si tratterebbe di buttare nel cestino o da qualche altra parte circa 4,2 miliardi. Solo questo importo basterebbe a finanziare il prlino modulo del coefflcientefamiliare per le famiglie. Lo sgravio Irpef che ne deriverebbe sarebbe infatti di 3 miliardi che, per di pi , renderebbe permanente la decisione del Governo di ridurre di circa 4 miliardi l’acconto lrpef di quest’anno. Pertanto, chi sostiene che non si possa tagliare questo tipo di spese, certificaeconsolidaexpostaumenti di spesa del 50% e si dichiara impotente a tagliare almeno il 5% di quegli stessi aunienti. Infine, l’introduzione della cedolare secca al 20% sugli affitti con deduzione di 1000 euro per gli inquilini determina maggiore e non minore gettito. Il Governo ha condiviso questa impostazione tanto da chiedere nell’aula del Senato la trasformazione del maxi-emendamento da 35 miliardi di euro in un ordine del giorno accettato e condiviso dallo stesso Governo, nella persona del vice-ministro Vegas. Ma proprio per rendere credibile una strategia che indica un percorso di mediti periodo, occorre muovere subito il primo passo. Questo l)rimn passo è stato individuato, al Senato, nel mantenimento e nel voto in aula di tre emendamenti: il primo modulo del coefficiente familiare per le famiglie con deduzione per carichi famffiarilimitataa 1000 euro, una prima riduzione dell’lrap alle imprese sotto i 50 dipendenti e l’introduzione di una cedolare secca al 20% sugli affitti. I primi due emendamenti erano e sono totalmente coperti con ben credibili tagli di spesa. Il terzo, come noto, oltre alla copertura tecnica necessaria al primo annodi applicazione produce maggiore gettito per qualche miliardo. Questi tre emendamenti rappresentano un primo modulo pari a circa 7,5 miliardi. Non sono stati approvati dall’aula del Senato grazie al responsabile voto di astensione degli stessi firmatari della maggioranza, nonostante il voto favorevole dituttele opposizioni. Ci ariprova chela maggioranza in Senato è totalmente e lealmente a supporto del Governo e proprio per questo svolge il suo compito di sostegno e stimolo anche con concrete proposte aggiuntive.
Questo è il quadro corretto di ci che è uscito dal Senato e adesso va alla Camera. E anche legittimo sollevare dubbi sulla possibilità di tagliare la spesa pubblica corrente per finanziare sgravi fiscali e investimenti. Capisco che quei tagli sono politicainente difficili Ma La Politica , con le iniziali maluscole, deve avere il coraggio di rispondere a 57 milioni di italiani, mettendo in secondo ordine gli ititeressi di 200mila persone che sguazzano tra i meandri degli sperperi.

 
Fonte: Libero del 26 novembre 2009

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