• lunedì , 3 Ottobre 2022

Industria, troppe leggi nessuna legge

Sabato sera. In aumento la strage di giovani in tutte le strade. Nessuno confronta gli incidenti con il crescente parco macchine, con il consumo di carburanti, con le vendite di alcolici, con il permissivismo dei genitori e quello della Turco per la cannabis. A fronte dei guai, il dirigismo, tornato in auge in Italia, scatena subito i maniaci del “proibito” e gli specialisti nel rimediare a tutto con legislazioni sempre più complesse e punitive. E’ gente che prolifera tra gli ex-fascisti, ex-socialisti e post-comunisti. Il comune denominatore è di non capire che la moltiplicazione di norme e divieti (con conseguente maggior piacere per la trasgressione) rende impossibile la loro memorizzazione. Le nuove regole non rispettate aggiungono così discredito al “corpus juris” italiano ed accrescono il generale menefreghismo. Le nuove norme antistrage proposte nel DDL del compagno Bianco, urbanista, divenuto ministro dei Trasporti, impressionano per la casistica senza fine delle infrazioni, ognuna con una propria sanzione o aggravamento di quelle esistenti. In questo coacervo, non si vede alcuna norma preordinata a ottenere una correzione delle cause che determinano le stragi del sabato sera, ma solo la fretta di chi vuol far credere di saper intervenire immediatamente, punendo a destra ed a manca, come con i bambini alle scuole materne.

Mentre il Ministro Bersani tira avanti con le sue pseudo liberalizzazioni di cui beneficiano enti locali e cooperative (e, dopo proteste, benzinai e taxi), nascono restrizioni, persino contro-moda. In presenza del sondaggio secondo il quale le donne italiane hanno rapporti più numerosi di quelli delle donne di altri paesi membri dell’UE, pur detenendo il record della minore prolificità, si è mossa l’Agcom. Essa ha esteso il “divieto di trasmissione di programmi contenenti scene pornografiche” anche a notte fonda. Esultanza dei moralisti? No. Soddisfazione dei lobbisti delle trasmissioni criptate a pagamento che premevano sull’Autorità per le Comunicazioni per vietare le trasmissioni gratuite. E’ questa la concorrenza all’italiana.

E i telefoni? Parliamo degli oneri di ricarica aboliti ope legis cui seguirà probabilmente la soppressione dello scatto alla risposta. Demagogia pura! Il primato italiano dei cellulari detenuti da minorenni e da immigrati è noto nel mondo. L’aboilizione dell’onere di ricarica che andava in parte alle banche, in parte ad altri distributori ed in parte alle imposte, si tradurrà in maggior credito ai piccoli utenti di cellulari, ma anche in un aggravio certo dei costi per tutti gli altri utenti che le compagnie telefoniche realizzeranno mediante riduzione dei tempi, soppressione di sgravi ed altri trucchi. Il tutto sarà reso incomprensibile dal moltiplicarsi delle tariffazioni con i nomi più fantasiosi (la Tim ne ha creato 16).e dall’idiozia italiana della illeggibile “trasparenza”. Ormai le tariffe dei cellulari in caratteri microscopici sono come i “bugiardini” delle istruzioni farmaceutiche e le condizioni nelle polizze assicurative. I creatori della “jureconfusio” non l’hanno ancora capita e continuano a parlare dell’Italia come patria del diritto.

 
Fonte: Le Point International del 23 marzo 2007

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