• lunedì , 3 Ottobre 2022

Tra lavoro nero e niente lavoro

Narrow minded, dicono gli inglesi di chi, come il Ministro del lavoro Cesare Damiano di Cuneo, dichiara di avercela con il “nero”. Credevamo avrebbe sparato sulle camicie dei fascisti e sulle tonache dei preti. Ed invece ce l’aveva con gli affitti in nero ed il lavoro nero. Il non-colore, ossia il nero, và di moda per le signore e piace a chi è costretto a nascondersi per godere di un po’ di libertà. Il nero è la conseguenza della mancanza di libertà, è il “refugium peccatorum”. Lo si può ridurre rendendo le leggi più atte ad essere rispettate e migliorando l’educazione dei grandi oltre che dei giovani. La persuasione va preferita alla coazione. Battute colorite a parte, è l’istinto caporalesco di prevaricazione che sospinge molti politici a regolamentare le attività economiche e, quindi, il lavoro. Questo istinto tipicamente statalista, prevalse nei regimi nazisti e comunisti,. con la differenza che le sinistre di oggi sono più pudiche e più ipocrite. Impongono nuovi vincoli, creano nuovi privilegi per comuni e coop rosse, stabiliscono nuove norme con migliaia di eccezioni per le loro clientele elettorali e poi affermano di liberalizzare, prendendoci tutti per il bavero, perché alla fine c’è sempre l’uso della guardia di finanza, della polizia, dei carabinieri, dei servizi d’ordine dei sindacati. Spesso l’obiettivo finale delle regolamentazioni può comprendersi. L’ispirazione è quella dell’equità e la dottrina è l’egualitarismo. Purtroppo, criticabile è il modo con il quale si vogliono raggiungere questi obiettivi. Certo, i politici della maggioranza hanno da fare con elettori e soprattutto clientele spicciative, educate per 50 anni dai sindacati. Essi vogliono tutto e subito e spesso lo vogliono con prepotenza e minacce di violenza. Ma ciò non giustifica nuove limitazioni della libertà quando il rimedio fosse peggiore del male e la scelta della restrizione fosse frutto dell’incapacità di prevederne tutte le conseguenze.
Guardiamo ai fitti in nero citati a Ballarò. “Monolocale a 400 euro a studente solo”, cita Modiano per suscitare emozione scandalistica..”E così, per guadagnare questi 400 euro, gli studenti lavorano in nero. Vergogna!”. I battimani sono scrosciati, ma ecco come oggi i ministri prendono slancio per poi bloccare di nuovo i fitti e frenare l’edilizia. O forse si vareranno tassazioni specifiche ed ammende salate. Le conseguenze? Scompariranno i cartelli vergognosi, diminuiranno le offerte di locali in fitto, aumenteranno i prezzi dei locali per effetto del maggior rischio, si moltiplicheranno le coabitazioni di studenti, impiegatuzzi ed operai in locali antigienici. E le classi deboli, resteranno deboli.
Altra vanteria di Damiano in materia di lavoro nero:.”In sei mesi abbiamo chiuso 600 cantieri edili e portato alla luce 50 mila lavoratori in nero.”. Meno cantieri significano minori costruzioni e maggiori livelli di fitti e prezzi di immobili. Accrescere i lavoratori in bianco a scapito di quelli in nero significa aumentare il costo del lavoro per le imprese e ridurre le loro iniziative produttive.. Per sopravvivere, esse dovranno licenziare, lo Stato avrà a carico una maggior massa di disoccupati e aumenteranno ancora le imposte oppure il disavanzo del settore pubblico alla faccia dei parametri di Maastricht.

 
Fonte: "Le Point International" dell'8 marzo 2007

Articoli dell'autore

Commenti disabilitati.