• lunedì , 3 Ottobre 2022

L’Unione taglierà le tasse. Con il trucco

In Parlamento la Casa delle Libertà lo sta «gridando» da mesi: questa Finanziaria di tutte tasse e niente tagli ammazzerà la crescita economica e non risanerà il deficit pubblico. Ora è arrivato anche il cartellino giallo dell’Ocse che sostanzialmente ha detto le stesse cose. Ma il ministro dell’Economia ha fatto sapere che l’avvertimento dell’Ocse non conta, che a via XX Settembre si usano altri metodi di calcolo. Insomma, l’ennesima negazione dell’evidenza giunta dopo che il viceministro Visco, per placare l’ira di tutti gli italiani, aveva «azzardato» la possibilità di tagliare le tasse in futuro, dopo averle però cospicuamente aumentate nel presente.
Una mossa, quella del promettere meno tasse, che, oltre ad essere impossibile per una Finanziaria talmente depressiva, nasconde un banale trucco contabile. Se, infatti, il deficit sarà più contenuto del previsto, questo lo si dovrà ai 28/29 miliardi di entrate fiscali in più (ulteriore controprova che i conti del centrodestra erano in ordine) recuperati nel 2006. Ma di questi, il governo Prodi ha considerato come «strutturali» soltanto 5 miliardi e li ha così scritti nei dati del 2007, tenendosi come riserva almeno altri 10 miliardi di entrate in più del 2006 che possono essere tranquillamente considerati strutturali anche nel 2007. Dall’altra parte, l’esecutivo ha «promesso» per iscritto che dalla sua lotta all’evasione ricaverà 8 miliardi di tasse in più nel 2007, cosa che la stessa Ocse reputa impossibile laddove dice che con aliquote più elevate e un sistema fiscale poliziesco l’evasione aumenterà.
Ma quando il viceministro Visco ha raccontato «la favola» della lotta all’evasione che sta già dando buoni risultati nell’immediato e che l’anno prossimo ne darà ancora di più, si è svelato l’arcano: spacciare come un successo di questo governo sull’evasione fiscale quegli introiti in più che invece sono ormai strutturali e conquistati grazie alle politiche del precedente governo di centrodestra.
Sta di fatto però, che la Finanziaria di Prodi è e rimarrà un brutto colpo per le prospettive economiche e sociali del Paese. Oltretutto fatta passare senza la minima discussione, con il governo che, pur senza imporre, apparentemente, la fiducia, come ha fatto per il decreto fiscale, ha messo il bavaglio in bocca a tutti i senatori della maggioranza. E senza discussione, a sinistra nessuno si è accorto che questa manovra, se fosse presentata come relazione al bilancio di una qualsiasi Spa quotata in Borsa, configurerebbe reati di false comunicazioni sociali e falso in bilancio. Ed è facile spiegare perché. Lo stesso ministro dell’Economia infatti ha smascherato le bugie della sinistra sullo sfascio dei conti pubblici e dell’economia italiana attribuiti al precedente governo. Padoa-Schioppa ha ammesso che per rispettare i parametri europei sul decifit bastavano 15 miliardi. Eppure il governo è andato avanti e ha presentato una manovra da almeno 41 miliardi di euro (i 35 della Finanziaria più i 6 del decreto Visco Bersani di luglio).
Perché? Semplice: perché questa non è una legge finanziaria, ma è una manovra di potere politico che, Ma quando il viceministro Visco ha raccontato «la favola» della lotta all’evasione che sta già dando buoni risultati nell’immediato e che l’anno prossimo ne darà ancora di più, si è svelato l’arcano: spacciare come un successo di questo governo sull’evasione fiscale quegli introiti in più che invece sono ormai strutturali e conquistati grazie alle politiche del precedente governo di centrodestra.
Sta di fatto però, che la Finanziaria di Prodi è e rimarrà un brutto colpo per le prospettive economiche e sociali del Paese. Oltretutto fatta passare senza la minima discussione, con il governo che, pur senza imporre, apparentemente, la fiducia, come ha fatto per il decreto fiscale, ha messo il bavaglio in bocca a tutti i senatori della maggioranza. E senza discussione, a sinistra nessuno si è accorto che questa manovra, se fosse presentata come relazione al bilancio di una qualsiasi Spa quotata in Borsa, configurerebbe reati di false comunicazioni sociali e falso in bilancio. Ed è facile spiegare perché. Lo stesso ministro dell’Economia infatti ha smascherato le bugie della sinistra sullo sfascio dei conti pubblici e dell’economia italiana attribuiti al precedente governo. Padoa-Schioppa ha ammesso che per rispettare i parametri europei sul decifit bastavano 15 miliardi. Eppure il governo è andato avanti e ha presentato una manovra da almeno 41 miliardi di euro (i 35 della Finanziaria più i 6 del decreto Visco Bersani di luglio).
Perché? Semplice: perché questa non è una legge finanziaria, ma è una manovra di potere politico che, il deficit tenderà a sfiorare il 4% del Pil. E allora altro che taglio delle tasse. Questo centrosinistra sarà solo responsabile, per colpa della sua ideologia e della sua malafede, del blocco dell’economia italiana proprio sul trampolino di lancio dove l’aveva portata il governo precedente.

 
Fonte: Il Giornale del 30 novembre 2006

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