• mercoledì , 1 Dicembre 2021

Sonetto a Fazio

Qui non si batte un chiodo, dice Fazio:
invece che in avanti, si va indietro
come i gamberi (ed è verace strazio!)
Si perdono occasioni. Il solo metro

cui riferire gli atti di governo
è l’endemico inghippo. Non c’è un cane
che qui pensi al futuro…. Beh, l’inferno
ancora non incombe, e quanto al pane

non mancherà. Ma gli altri van di corsa,
e noi, qui, a masturbarci mentalmente
nei distinguo e i cavilli. Con la Borsa

c’è chi guadagna ancora ?!….. Ma l’Italia 
nel suo insieme boccheggia, è balbuziente!
Venga presto qualcuno a far da balia……

(Virgilio Piega)


Il 31 maggio 2000, alla consueta data dell’assemblea di BankItalia , il Governatore Fazio nelle sue Considerazioni finali ha tracciato un quadro abbastanza deprimente del Paese e del suo stato dell’arte: mettendo in rilievo soprattutto come nell’ultimo quadriennio, nel quale altre economie (specie la statunitense) hanno letteralmente galoppato, l’Italia pur progredendo di qualcosina sia rimasta però sistematicamente indietro rispetto ai ritmi altrui , seguitando a riproporre i propri peggiori e più tradizionali difetti di struttura, e dunque accumulando ulteriori ritardi. L’Italia, questo é stato riassuntivamente il giudizio di Fazio, in tal modo ha sensibilmente perduto in competitività rispetto alle altre nazioni e sistemi coi quali pure si deve confrontare.

Nell’enunciare per l’ennesima volta la necessità che il Paese si dia una mossa (sul terreno di essenziali e ormai improrogabili riforme), il Governatore ha dato a momenti l’impressione di essere da un lato quasi rassegnato, dall’altro fiducioso nel fatto che, immersi come ormai siamo nell’Unione Europea e nella moneta unica (onde é convenienza anche altrui quella di non farci affondare), siano magari gli altri Paesi europei a toglierci, un momento o l’altro, le castagne dal fuoco.

 
Fonte: Roma 31 maggio 2000

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